TAGLI AI BUS? UN’ALTERNATIVA C’È, BASTA VOLERLO!

È di pochi giorni fa la notizia che il Comune ha deciso di tagliare i fondi (1,6 milioni di euro) per il trasporto pubblico astigiano giustificando questa manovra non solo per la mancanza di denaro ma perché, come dice l’assessore Lattanzio “ci sono fasce orarie in cui i pullman girano praticamente vuoti ed anche in tempi di vacche grasse non ci si sarebbe potuti concedersi un simile lusso”.

Questa analisi dell’assessore alle Finanze e Bilancio ci fa subito capire quale sia la considerazione che la nostra giunta ha del trasporto pubblico locale.

Esso, infatti, non è ritenuto come un servizio fondamentale per la comunità ma piuttosto come un carrozzone mangiasoldi che va al più presto ridimensionato. Invece di studiare il problema, capire perché i pullman girano vuoti e, magari, trovare una soluzione per renderli più attraenti, si è deciso di prendere la scorciatoia: ridurre ancora una volta la qualità del servizio.

Ma dove porta una simile scorciatoia? Innanzitutto, si mette in moto il circolo vizioso: meno finanziamento, meno bus, meno clienti, meno entrate, costi percentualmente più alti per cliente quindi affermazione “i pullman sono sempre più vuoti” che prelude ad un ulteriore taglio dei finanziamenti e alla ripresa del circolo fino ad arrivare alla soppressione del servizio, reso nel tempo completamente inutile.

Ma una città che permette di spostarsi solo in auto migliora la qualità della vità dei suoi cittadini? Proviamo a vedere quali potrebbero essere le conseguenze (da cui non siamo già molto distanti):

  • traffico e code in ogni strada ed a ogni momento della giornata
  • aria irrespirabile per via dell’inquinamento
  • aumento degli incidenti
  • aumento delle malattie respiratorie.

Tutto ciò ha dei costi detti “indiretti” che probabilmente sono superiori ai tagli operati dal comune: si può citare per esempio il costo del tempo o l’aggravio delle spese del servizio sanitario nazionale (dovuto a incidenti e malattie) oltre alle multe per lo sforamento dei parametri della qualità dell’aria.

Si può pensare che il metodo proposto dalla giunta Galvagno sia lungimirante? Con le nostre parole non si vuole difendere un servizio che, in questo momento non funziona, ma si vuole ribaltare il ragionamento: proviamo a chiederci il motivo per il quale i cittadini non usano il trasporto pubblico e pensare se possano esistere delle soluzioni invece di tagliare direttamente il servizio.

La ragione principale del sottoutilizzo dei pullman astigiani è evidente ad una semplice lettura dell’orario.

La frequenza delle corse delle linee cittadine è, in media, compresa tra 19 e 24 minuti con punte di intervallo tra una corsa e l’altra di 35 -39 minuti, senza considerare la linea 7 che ha una frequenza da treno interregionale di 1 ora e 6 minuti!! Per una città piccola come Asti, moltissime volte converrebbe andare a piedi piuttosto che aspettare 30 minuti l’arrivo del bus.

Il ragionamento opposto, è quello di rendere il servizio utile ad una buona fetta della popolazione, aumentando quindi i ricavi dalla vendita dei biglietti e rendendo meno gravoso il costo del trasporto pubblico sul bilancio comunale. Per far ciò è necessario rivedere completamente il piano della mobilità cittadina considerando tutte le variabili che influiscono sul funzionamento del trasporto pubblico locale.

In primo luogo, è opportuno migliorare l’attrattività dei pullman, rendendoli competitivi con il mezzo privato. E’ fondamentale migliorare la frequenza dei bus portandola al massimo a 10 minuti nelle fasce orarie di punta e destinare, ove possibile, una corsia riservata ai mezzi pubblici per dare loro la possibilità di by-passare il traffico cittadino aumentando la velocità commerciale.

Tutto ciò va accompagnato da una politica di gestione della sosta innovativa dividendo i parcheggi in due tipi: “parcheggi di scambio” e “parcheggi cittadini”.

I parcheggi di scambio sono situati nei più importanti ingressi della città e sono la base di un servizio denominato “park&rail” che consiste nel lasciare l’auto subito fuori città nel punto in cui si trova un mezzo pubblico veloce e diretto che collega il parcheggio ai luoghi strategici della città come la stazione, piazza Alfieri, l’ospedale, le scuole ed i luoghi di grande afflusso.

I parcheggi cittadini sono i parcheggi situati all’interno del confine disegnato dai parcheggi di scambio e sono regolati da una sosta “a tempo” in modo da aumentare il tasso di rotazione, e quindi di trovare con più facilità un posto libero, ed allo stesso tempo incentivare la sosta nel parcheggio esterno. Ovviamente i residenti, nel loro quartiere, hanno il diritto di lasciare l’auto senza limiti di sosta. In questo modo il numero di parcheggi necessario alla comunità diminuerebbe liberando una buona quantità di suolo pubblico da destinare alle corsie preferenziali e alle piste ciclabili.

L’assessore Ebarnabo pensa, invece, di investire ulteriori soldi per le navette elettriche che passano nel centro cittadino svelando che i nostri amministratori non sono molto ferrati nel campo dei trasporti ma che prediligono dei servizi inutili e costosi ma con grande visibilità sull’opinione pubblica. Hanno deciso di far circolare dei bus in un’area pedonale. Secondo voi si decongestiona il traffico se i pedoni stessi salgono su un bus per percorrere corso Alfieri?? Investiamo questi soldi per permettere alla gente di recarsi, senza dover prendere l’auto, da casa loro al centro, luogo in cui una bella passeggiata rimirando le vetrine dei negozi fa solo piacere! Le navette possono essere utilizzate per un servizio più flessibile nei periodi della giornata in cui la domanda è più bassa. L’idea è quella di creare un servizio che segue la domanda dei cittadini, nelle ore di punta ci sono le linee tradizionali ad alta frequenza, nelle altre ore si possono utilizzare le navette per un servizio “a domanda”, senza linee e fermate fisse ma che segue l’esigenza dell’utente che prenota “il tragitto” con una semplice chiamata.

Come vedete le alternative per soluzioni poco costose ed efficienti esistono, basta avere la voglia di

pensare ad una città più vivibile e sostenibile di quella che la nostra amministrazione ci propone!!

13 commenti su TAGLI AI BUS? UN’ALTERNATIVA C’È, BASTA VOLERLO!

  • Laura

    … difficilissimo perché si tratterebbe di “dilatare” il cervello dell’astigiano… ma l’unica soluzione, secondo me, sarebbe ingrandire notevolmente l’area pedonale del centro storico!!!…. tutto corso dante e tutto corso alfieri!!….
    per un abitante di una città grande come torino o milano, la proporzione sarebbe comunque ancora ridicola… il centro storico di asti rimarrebbe relativamente piccolo… ma allora si che avrebbe senso fare in modo che l’automobilista lasci l’auto fuori dal centro.. e prenda i mezzi per girare in centro…… 2 bei tram che s’incrociano su queste due diagonali… pullman elettrici che girano tutto intorno… ma, appunto, con cadenza di ogni 3 minuti!!! (ci sono varie città in francia dove hanno fatto così, e funziona!!)
    asti non è più una città così piccola, bisogna rendersene conto!!…. teniamo le macchine fuori, invece di andare ad “imbottigliarle” nel mini centro storico…

    sarebbero così belli i tram… posso sognare almeno mentre scrivo questo post!! 😉

  • Alberto

    Diciamo che vista la mancanza di soldi si era voluto proporre delle soluzioni a costi bassi, comunque grazie per i suggerimenti sicuramente saranno utili!

    Io penso che sicuramente l’area pedonale vada ingrandita però includerei quelle vie che sono propriamente del centro storico come via Cavour, Piazza Alfieri, via XX settembre, via Brofferio, via Giobert, ecc…piuttosto che tutto c.so Dante di cui si potrebbe chiudere il tratto tra piazza Alfieri e via Pietro Micca. L’opzione dei tram mi piace molto anche se vedo qualche problema logistico tipo la pendenza esistente tra la zona Don Bosco ed il centro (i tram hanno bisogno di un terreno pianeggiante).
    Mi piacerebbe creare invece una serie di linee di tram “extraurbani” che colleghino i paesi che si trovano subito al di fuori del comune in modo da spostare sempre più lontano l’arrivo delle auto…ma forse anche qui i costi ed il terreno collinare potrebbero essere d’ostacolo…comunque come dici tu “sogniamo almeno mentre scriviamo questi post”

  • Tesoriere

    Finalmente sono riuscito a leggere il piano.
    Mi pare davvero ben fatto, ma i suggerimenti di Laura sono affascinanti..
    Alberto avrei un solo dubbio, riguardo la differenza e la funzionalità dei parcheggi “di scambio” e “cittadini”.
    Cito:
    Il dubbio che mi pervade è: ma aumentando il tasso di rotazione, non si aumentano cmq anche traffico e smog?
    Ti spiego. Pensando ad una realtà che conosco molto bene, cioè Augsburg (Baviera), città di residenza del nostro “membro esterno” Gianfranco, mi sono venute in mente un paio di cosine. Premetto innanzitutto che Augsburg è una città di 300mila abitanti circa, quindi in TEORIA molto più grossa di Asti.
    Ma in realtà solo in teoria, poichè se giri in centro per quantità di auto e di pedoni non sembra affatto più grande, ma dà davvero l’idea di una città “grossina”, dove sono riusciti a tenere la maggiorparte del traffico lontano dalle isole pedonali e dal centro storico.
    Io mi immedesimo nella testa di un provincialotto astese qualunque, che arriva da Portacomaro con la sua auto, passa di fianco ai parcheggi “di scambio”, gli dà una veloce e semi-indifferente occhiata, e si dirige a tutta velocità verso i parcheggi centrali che più gli garbano, per comprare le sue nuove e fiammanti Nike del cavolo.
    E questo perchè? Perchè sa che ci deve stare poco, gli basterà un’oretta, e un’oretta in centro (non di più) ci può parcheggiare, più a meno alla stessa tariffa che avrebbe il biglietto autobus che lo convoglierebbe dal parcheggio/scambio al suo footloker di m. 🙂
    L’ho letta bene?
    Se l’ho letta bene secondo il mio modestissimo parere la cosa si può migliorare, e qui mi rifaccio al metodo “Augsburg”.
    Vogliamo incentivare la costruzione di piste ciclabili, allargare le strade (privandole dei fastidiosi parcheggi “a bordostrada”), per costruire corsie preferenziali e magari a questo punto davvero immaginare 3 o 4 piccoli parking sotterranei (solo se necessario)?
    Allora perchè non lasciare libero il tempo di sosta nei parcheggi centrali… immaginando una tariffa giornaliera abbastanza salata, che non invogli l’automobilista a restarsene lì tutto il giorno, noi potremmo comunque lasciare massima libertà di tempo, ad una condizione: che nei 4 ingressi principali della città, adiacente ai parcheggi “di scambio” (che dovranno essere grossi e almeno 4, ovviamente)vengano installati dei tabelloni-led che indichino con precisione SE e QUANTI posti liberi in centro ci siano ancora, e dove non ce ne siano, intimino al frikkettone portacomarese di fermarsi nello “scambio”, poichè il suo perseverare gli costerebbe ben di più di un lurido paio di nike di m. 🙂
    In questo modo riempiremmo i bus “di scambio”, giustificandone i costi al punto da potersi permettere dopo un pò di anni (di buon funzionamento) la costruzione di una “croce” tramviaria (Nord-Sud-Ovest-Est), ma premiando tuttavia l’automobilista che lo sceglie con tariffe decisamente minori rispetto ai bus “di centro”, o immaginando addirittura delle fasce orarie di corsa gratis (scambio-centro st.).
    Cioè, secondo me l’obiettivo dovrebbe essere quello evidenziato da Laura, ovvero disincentivare al massimo e progressivamente l’accesso delle auto dalla provincia al centro della città (poichè il nostro principale problema è questo.. troppi “provinciali” che vogliono venire a tutti i costi in centro città), aumentando i servizi nei vari comuni astigiani, al punto da non dover abbandonare il proprio paese per comprare un grissino o un carciofo, ma solo per lavorare o studiare.
    Riassuntino.
    I PARKING.
    -Parcheggi centrali: all’interno delle piazze principali e, dove possibile, sotterranei. NO parcheggi lato strada (ovviamente con eccezioni per i residenti e solo in certe zone). Costi SALATI, specie per SOSTE MOLTO BREVI (in modo da incentivare il parking-scambio), ma soste NON limitate nel tempo (in modo che se arrivo ad Asti alle 10 del mattino, non vado certo a lavorare nè a scuola, e quindi la mia bella X8 me la lascio in periferia……).
    -Parcheggi di scambio: almeno 4, assolutamente gratuiti al mattino presto (immaginiamo fino che ne so, alle 9..), e via via più costosi man mano che si avvicina l’ora di punta (l’automobilista che arriva alle 11 in città deve avere una ragione così IMPORTANTE da poter pagare senza protestare una tariffa “alta” in periferia, “altissima” in centro (dove però non sarà facile trovare posto…).
    -Tabelloni led adiacenti ai 4 parking di scambio, che indichino “in diretta” se è ancora possibile parcheggiare in centro, o se invece sono rimasti pochissimi posti liberi e quindi ci si arriverebbe troppo tardi…. Potrebbero indicare inoltre le tariffe in diretta, sia dei posti-auto che delle navette e quanti minuti di attesa ci vogliono, e quanti minuti invece occorrerebbero per raggiuingere il centro in auto.
    -Tariffe ben visibili ovunque e FLESSIBILI, a seconda dell’orario e di particolari variabili (festività, meteo etc.), sia dei bus, che dei posti auto.

    I BUS.
    -Navette da e per i parcheggi di scambio con frequenza altissima e costi variabili a seconda dell’orario (da gratis, a un tot.). Queste navette non dovrebbebro avere altro percorso che dal parking-scambio ai 4/5 parcheggi centrali, coprendo nelle ore di punta anche le scuole cittadine (sempre centrali).
    -Navette centrali: bus più piccoli a risparmio energetico che girino il centro storico con un minimo di “criterio”, alta frequenza e dai costi abbastanza elevati, ma ragionati a seconda delle categorie di clienti. Questi bus dovrebbero coprire tutte le scuole, l’ospedale, tutto il centro storico, i parcheggi “centrali” e ogni zona di maggior interesse (mercati, impianti sportivi etc.).

    I TRAM.
    -Da costruire “nel tempo”, specie se il resto del piano funzionasse come si deve, facendo aumentare gli introiti nelle casse comunali e diminuire smog e tutto il resto delle conseguenze spiacevoli del traffco (stress, incidenti/infortuni, malattie).
    Due linee da costruire, a “croce”: molto semplicemente unendo ognuno dei 4 punti cardinali, e facendoli transitare in strade dove c’è abbastanza spazio, ovviamente ( i treni non devono essere per forza “grossi”, oggi ne fanno di snellissimi, insomma le soluzioni ci sono..).

    LA SORVEGLIANZA.
    -A sostegno di tutto questo “avveniristico” sistema-traffico, i dipendenti comunali in divisa dovrebbero vigilare sui “furbacchioni” che arrivano in centro dalla periferia, nonostante il divieto dei tabelloni grandi come una casa. Poichè NESSUNO potrà raggiungere il centro storico in auto, a meno che non abbia il posto che lo aspetta, non sia residente, o non abbia un’emergenza. Io non credo che per controllare tutto ciò occorrano più vigili di quanti adesso ne vadano in giro a fare un beneamato caxxo.

    IL CENTRO STORICO?
    -Ovviamente, per far funzionare questo sistema, occorre definire cosa si intende per centro storico.
    A mio parere per Asti centro storico a questo punto dovrebbe essere così delimitato:
    NORD: dall’ospedale verso il centro..
    SUD: dal ponte Tanaro verso il centro..
    EST: dal passaggio a livello di c.so Alessandria (zona industriale)…
    OVEST: dalla “esselunga” di C.so Torino verso il centro..

    Particolari arterie, quali c.so Alba, c.so Casale e c.so Ivrea, che rappresentano ingressi secondari (ma fondamentali) in città dovrebbero essere regolati a parte, studiando bene come sfruttarli.

    Praticamente ho illustrato il mio piano 🙂
    Ma non ti volgio rubare il lavoro Albi, ci tenevo solo a considerare se davvero il parcheggio a sosta limitata in centro fosse conveniente, e per farlo ho dovuto gioco-forza spiagarmi con un piano completo.
    Che però non si discosta affatto dal tuo, secondo me alla fine è solo un problema di “partocolari” da studiare bene…. e spiegarli alla cittadinanza.

    Da’

  • Alberto

    Non mi ritengo per nulla un esperto quindi ogni suggerimento è ben accetto anche perchè molte teste lavorano meglio di una!!

    Provo a spiegarmi meglio perchè effettivamente ho tralasciato (per evitare di rendere troppo lungo e noioso l’articolo) un’ulteriore suddivisione della gestione dei parcheggi cittadini.

    Come dici bene tu, Danilo, NO parcheggi lato strada che rallentano il traffico e diminuiscono lo spazio a disposizione per gli altri utenti della strada (non nelle vie residenziali).

    Parcheggi a tempo limitato nelle zone vicine a scuole, ospedale, tribunale, ecc.. solo nei giorni lavorativi per evitare l’arrivo e l’occupazione dei parcheggi dei pendolari. Week-end gratis e sosta illimitata se fuori dal centro storico.

    Nel centro storico eliminerei i parcheggi di piazza del Cavallo, piazza Roma, piazza Catena, piazza Alfieri e via Cavour (lasciandone pochissimi per residenti, disabili e donne incinta). Pensate quanto sarebbero belle queste piazze senza auto, e quanto spazio pubblico liberato!

    Altri parcheggi a corona del centro storico come via Testa, piazza S.Giuseppe e piazza del Palio con tariffa alta ma con prezzo orario che diminuisca con l’aumentare del tempo. (ad esempio: 1° ora 2,50€, 2° ora 2€ da 3° ora in avanti 1€).

    Utilissima la tua idea di mettere i cartelloni a LED con la disponibilità dei posti di questi parcheggi in tempo reale.

    Ho pensato alla sosta limitata nel tempo per alcuni parcheggi perchè è stato rilevato che la sosta a pagamento è interiorizzata dal cittadino come una semplice tassa. Anche aumentando la tariffa non scoraggia ad usare l’auto (tanto meno a chi possiede una X8!) ma viene pagata sbuffando e lamentandosi del sindaco che ha aumentato il costo dei parcheggi per far cassa. Una sosta sosta gratuita ma limitata nel tempo, è l’unico modo che funziona per limitare l’uso dell’auto da parte dei pendolari.

    Provo a spiegare la teoria: uno stallo occupato da un pendolare diciamo 8 ore potrebbe essere a disposizione di 8 auto diverse nell’arco della giornata se la sosta fosse limitata ad un’ora. Per questo motivo si può ridurre di molto il numero degli stalli necessari. Diciamo di avere una domanda di 160 auto nell’arco della giornata, se l’80% è composta da pendolari (che occupano il parcheggio tutto il giorno) ho bisogno di 128 stalli più almeno 15 per le altre 32 auto che ruotano; se invece queste 160 auto non possono stare più di un’ora basterebbero (160auto/8ore) 20 stalli per soddisfare tutta la domanda (ovviamente solo in linea teorica) bisogna, infatti, soddisfare (del tutto o quasi) la domanda di picco, quindi per sicurezza, diciamo 50 stalli. E’ un bel risparmio di suolo pubblico rispetto ai 148 della sosta illimitata!!
    In più è utile per evitare il fenomeno del traffico da “ricerca”: cioè quello composto da auto che girano 10-15 minuti per trovare un parcheggio anche se sono già arrivate a destinazione. In questo senso affermavo che un più alto tasso di rotazione snellirebbe il traffico.

    Secondo me i parcheggi “scambiatori” dovrebbero essere gratuiti sempre (questo è il vero incentivo). Oppure una tariffa integrata con i bus tipo: con 3€ al giorno uso tutti i bus che voglio e parcheggio l’auto. (possibilità di abbonamenti vantaggiosi per gli utilizzatori abituali, es. 25€/mese)

    Per quanto riguarda la tariffazione flessibile dei bus, penso che creerebbe molta confusione nella gente e che sia difficilmente controllabile, meglio un prezzo unico.

    D’accordo su bus e tram.

    Sulla tua definizione di centro storico, sono relativamente d’accordo: io considerei centro storico una zona PEDONALE e ad alto tasso di attrattività. Quindi la zona racchiusa tra via Brofferio, piazza Alfieri, corso Dante fino alla rotonda, via Testa e corso Don Minzoni.
    Il resto della città me lo immagino non pedonale con alcune arterie di scorrimento ed altre vie con traffico moderato e più adatto a pedoni e biciclette.
    Mi piacerebbe anche, che tornassero ad aprire negozi di quartiere in modo da avere a portata di “piede” quasi tutto il necessario!

    Penso sia assolutamente necessaria una progettazione partecipata da parte dei cittadini, in modo che si prenda coscienza delle problematiche e che si arrivi ad un piano il più possibile condiviso e compreso! Credo che sia l’unico modo per far sì che esso abbia successo…

  • Fabio Martina

    Io credo che se un residente abita in p.zza San Secondo, non sarebbe la fine del mondo se avesse l’auto parcheggiata in p.zza del Palio.
    Cioè ..lascerei dei posti auto solo per disabili e carico/scarico merci. Pure nei paesini di montagna gli anziani si muovono a piedi. Per loro è più utile una città senza auto ne pericoli, piuttosto che il posto auto sotto casa.

  • Claudio

    scusate ma mettere una bici sotto il sedere è così difficile in questa città??
    io giro regolarmente in bici il più possibile 12 mesi all’anno con la mia amatrissima bicicletta e mi viene male le poche volte che debbo usare l’auto perdipiù magari nell’ora di punta

    e per cortesia non venite a dirmi che in bici fa freddo, fa caldo, ecc…
    in auto o aspettando il pulman fa freddo e caldo!!
    sul fatto della pericolosità lo è di certo molto meno che non viaggiare su una statate o provinciale…come dimostra la strage di ciclisti di domenica scorsa
    certo è bene evitare certe vie..ma con un pò di buon senso si girà senza patemi

    provare per credere!!

    ma quand’è che la pianteremo di usare quella scatola di latta denominata automobile anche quando possiamo muoverci in modo + veloce e comodo ad esempio con una bici?!?!?

    Claudio

  • Claudio

    rileggevo quello che avete scritto
    siamo una società di fuori di testa
    accanirsi a muovere i nostri 70/80 kg circa…dentro una scatola che ne pesa 1200/1400..lunga 4 metri per due
    per forza che poi non c’è spazio!!!!

    gli over 40 come me ricordano quando nei cortili i bambini giocavano a pallone
    oggi nei cortili ci si scanna per avere un posto auto in +

    ma vi rendete minimamente conto dei danni che provoca questo modo di vivere senza senso??

    Claudio

  • Alberto

    Claudio, con me sfondi una porta spalancata! Anch’io sono un ciclista cittadino convinto ma penso che la mancanza di infrastrutture e strutture (come parcheggi coperti e sicuri) adeguate alle biciclette e la totale occupazione delle strade da parte delle auto non permetta a molte persone meno convinte di noi ad usare la bici.
    Per questo credo che si debba pensare un piano integrato della mobilità che dia stessa importanza a tutti i modi di trasporto possibili (auto, bus, bici e piedi).

    Sempre e comunque viva la bicicletta!!!

  • claudio

    bravissimo Alberto
    magari ci siamo già visti in giro per ASti…se vedi una mtb con le scrisciette colorate dietro che sventolano (per fami vedere) quello sono io

    certo che occorrono maggiori piste ciclabili e tutto il resto, ma finchè la gente preferisce “inscatolarsi” dentro una scatola di latta invece di pedalare..non servono a niente le piste ciclabili. Basta pensare alle bici gratis che adesso bengono messe via per 4 mesi tante nessuno le usa.

    la colpa è soprattutto della gente….se nemmeno il gasolio a 1,3 euro al litro li fa scendere dall’auto…non ci sono speranze

    noi intanto continuiamo a pedalare…e girare in città comodamente senza tutte le preoccupazioni degli automobilisti

    ciaoooooo Cla

  • Alberto

    😉 grazie Claudio!!! io vado fiero di sfrecciare con la mia bici e tantissime volte superare gli automobilisti intrappolati nel traffico, è una goduria immensa!

    Altro punto dolente: il bike-sharing! E’ stato fatto senza alcun criterio solo perchè, dicendo di averlo, possono affermare di aver intrapreso politiche a sostegno della mobilità sostenibile e dell’ambiente!
    Io penso che un servizio sia utile se studiato e realizzato senza tentennamenti e voglia di risparmiare. Piuttosto che farlo in questo modo sarebbe stato meglio non fare niente e non spendere neanche tutti quei soldi che hanno letteralmente buttato via.

    Il bike-shering è un sistema utilissimo se ci sono stazioni dove prelevare e parcheggiare la bici ogni 300 metri in modo che sia capillare e attraente per più persone possibili, soprattutto i pendolari! Ora come ora sarebbe stato utile solo per la persona che arriva in treno alla stazione e a cui non piace il gelato di Ferrara ma vuole assolutamente mangiare quello di piazza Torino!! Quanti ce ne saranno???

    Questo è il grandissimo limite dei nostri politici: non fanno le cose per dare un reale e utile servizio dei cittadini ma solo per dire di averle fatte, che tristezza!!

  • Claudio

    basta dire che l’assessore che ha portato il bike sharing è stato allontanato senza troppi convenevoli dall’attuale maggioranza in comune…

    si il bike sharing si può fare meglio
    però secondo me è soprattutto colpa della gente
    se pochi ne approfittano va da se che i ns politici non ci perdono troppe risorse/tempo
    il problema è che la bici c’è l’hanno quasi tutti…solo che è in cantina impolverata e con le ruote sgonfie!!!

    ma tu hai partecipato tempo fà a una cosa denominata “massa critica” ??
    perchè se è così di certo ci conosciamo almeno di vista
    che tragitto fai di solito?? che bici hai??
    così faccio caso e se capita di incrociarci almeno ci conosciamo

    io MTB nera/rossa e soprattutto arruginita 🙂
    portapacchi di dietro e di solito strisciette rosso/bianche appese dietro per farmi vedere dagli automobilisti

    Claudio

  • Alberto

    Ho seguito bene il movimento della “massa critica” e mi piace un sacco ma per svariati motivi non ho mai partecipato!

    Io ho una KTM da trekking grigia e in parte arancione anch’io con portapacchi, ma in questo periodo lavoro a casa quindi non ho tragitti quotidiani abituali…comunque nel caso ti riconoscessi ti faccio un segno!

  • Claudio

    ok
    asti è piccola…di certo ci saremo già visti in giro in bici
    ciaoo