Quale futuro per il governo di Asti in vista delle elezioni politiche?

Il Governo di una città richiede impegno, progettualità, sacrificio, dedizione: il Sindaco e gli Assessori, iniziando il mandato ricevuto e accettato, dovrebbero organizzare la loro attività politica, che spesso e giustamente coincide con quella lavorativa, visto lo sforzo e il tempo che richiede, con l’unico scopo di lasciare ai cittadini, al termine del loro governo, una situazione migliore di quella che hanno trovato. Hanno stretto un patto con la cittadinanza, per il quale ricevono uno stipendio che permette loro di dedicarvisi totalmente.

Stiamo assistendo, invece, in vista delle elezioni per il nuovo governo del nostro Paese, alle candidature di persone che rivestono in città un ruolo centrale, come quello dell’Assessorato alla Urbanistica , Edilizia privata, Sistemi Informativi, Polizia Municipale e, in ultimo, ma non per importanza, la tanto invocata ”Sicurezza”, quello che avrebbe dovuto essere il faro dell’azione amministrativa, secondo la campagna elettorale della compagine uscita vittoriosa la scorsa estate per la guida del Comune di Asti.

Siamo ancora in attesa di vedere azioni incisive in tal senso, come pure di capire il piano per la soluzione dell’annoso problema del Campo Rom, per cui il partito cui fa capo l’Assessore alla Sicurezza, cioè la Lega Nord, prometteva la immediata chiusura. Trascorsi quasi sette mesi dall’insediamento della Giunta, non solo il campo non è stato chiuso, e sapevamo che non sarebbe stato possibile farlo nell’immediato nonostante gli spot elettorali, ma non sappiamo nemmeno se si vada verso l’integrazione o l’allontanamento delle persone che lo popolano, o peggio ancora, se non si intenda lasciare la situazione invariata.

Ciò non stupisce, se adesso veniamo a sapere dalle pagine dei giornali, che uno dei principali assessorati coinvolti nella problematica potrebbe perdere la sua guida, poiché Andrea Giaccone ambisce a più onorevoli e remunerati incarichi.

Spiace per la città e per i suoi cittadini sapere che alcuni dei suoi amministratori intendono abbandonarla, trattandola come una necessaria incombenza nel cursus honorum politico. Sarebbe corretto, almeno, laddove ci si senta votati ad altri compiti, lasciare quello che si dovrebbe unicamente assolvere con costanza e lungimiranza: qualità che troppo spesso sono mancate ad alcuni di quelli che in passato hanno amministrato questa città.

Altrimenti, in caso di esito negativo alle elezioni politiche, avremo la sensazione che l’Assessorato, come qualsiasi altro ruolo all’interno dell’amministrazione comunale, sarà uno striminzito ripiego.

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