Progetto “Vita indipendente”: cieca fiducia della maggioranza in una delibera involutiva

Un osservatore esterno che avesse deciso di partecipare al Consiglio Comunale aperto del 17 gennaio sul tema della disabilità, e in particolare sul progetto “Vita Indipendente”, senza avere sufficienti informazioni, come accade spesso per i comuni cittadini, avrebbe tratto un’impressione di notevole confusione sul tema.

Ecco perché la minoranza ha richiesto la revoca della delibera che ha modificato i criteri di assegnazione dei contributi finalizzati a consentire ai disabili motori il raggiungimento, attraverso l’assunzione di un assistente personale, di una piena autonomia; nel nuovo regolamento approvato lo scorso dicembre dalla giunta in carica, invece, l’obiettivo per i disabili destinatari del contributo diventa una autonomia accettabile; e se le parole hanno un peso, semplificando al massimo la questione, significa che bisogna accontentarsi di quello che si riesce a offrire con i soldi che ci sono.

Una delibera che appare in contrasto con l’orientamento sovranazionale, nazionale e regionale rispetto all’obiettivo di garantire ai disabili la libertà di autodeterminarsi e che riduce il contributo a tal punto da renderlo inutile: 200, 400 o 600 euro che sono i nuovi importi massimi mensili definiti non possono essere sufficienti per stipulare un contratto di assistenza.

Allontanandoci senza abbandonare il fulcro della questione, è spiaciuto rilevare di fronte alla richiesta da parte dell’ intera minoranza di revoca della delibera per un nuovo esame congiunto, la levata di scudi di alcuni consiglieri in difesa acritica dell’assessore Cotto.

Si è detto che l’assessore e la Giunta  “stanno lavorando” e per tale motivo, si chiede di avere nei loro confronti cieca fiducia.

Posto che i cittadini non devono aspettarsi di meno da chi è investito di una carica pubblica ed è da loro pagato per curare gli interessi della collettività, occorre anche sottolineare che la fiducia incondizionata richiesta dai consiglieri di maggioranza che non si basi su uno studio, un’analisi delle problematiche e un confronto, è Fede, non supporto politico, e prescinde da un pensiero critico che anche chi ha sostenuto la compagine che governa attualmente non può esimersi di avere. Il criterio guida di un organo amministrativo non può e non deve basarsi su preconcetti quali “siccome è un’idea di Tizio o Sempronio allora è giusto”. E a maggior ragione non può essere questa la maniera di agire della minoranza che ha il dovere di vigilare e consigliare. Lo stesso Sindaco ribadisce quasi ad ogni seduta consiliare di essere aperto al confronto: non se ne comprende l’utilità, però, se poi un provvedimento criticato da consiglieri e cittadini viene imposto al termine dell’assemblea per il solo fatto di provenire dalla Giunta in carica.

Questo gruppo consiliare ha accolto l’invito alla collaborazione attraverso le innumerevoli proposte di delibera presentate in un’ottica di miglioramento della vita della collettività, frutto di un impegnativo lavoro di raccolta dati, studio e confronto e anche tale lavoro è sicuramente degno di fiducia, ma non certo incondizionata. Ci piacerebbe che tali proposte fossero oggetto di esame, critica, migliorie, sulla base di dati reali e informazioni certe, e attendiamo di vedere il risultato di ciò, come doveva esserlo anche la delibera di cui si è discusso ieri.

E, invece, la minoranza quasi nella sua totalità, per il solo fatto di avere promosso un confronto su un tema e una delibera che ha ritenuto degna di un più attento esame, è stata destinataria di critiche che, però, non trovavano fondamento nei rilievi avanzati nel merito.

Come cittadini, ancor prima che come consiglieri, ci sarebbe piaciuto ascoltare le ragioni che hanno portato i consiglieri di maggioranza ad abbracciare in toto la delibera, piuttosto che dover sentire il solito messaggio di “lavori in corso”.

Nel frattempo, riportando la doverosa attenzione sul tema della disabilità, preso atto della definitiva esecutività della delibera sulla “Vita Indipendente”, sarà già un passo avanti accorgerci che le barriere architettoniche che ieri hanno impedito ad alcuni disabili di poter raggiungere il microfono per potere intervenire, saranno state abbattute attraverso una semplice pedana.

 

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