Nuovi contenitori vuoti e meno verde ad Asti?

La zona del Fontanino oggetto della Manifestazione di interesse

Una delle principali criticità di Asti sono i contenitori vuoti abbandonati e degradati, sia pubblici come vecchio ospedale, ex maternità, Enofila e sempre più privati a causa anche della costante chiusura di negozi attanagliati da una crisi senza fine.

La Manifestazione di Interesse per concorrere al finanziamento di “Poli Innovativi per l’infanzia” presentata in Consiglio il 15/11/17 consentiva e intendeva premiare proprio progetti che contemplavano la demolizione di edifici vetusti e degradati per costruire nuove scuole moderne e innovative.

E l’Amministrazione cosa pensa di fare invece?
Anziché tentare di porre rimedio a tale tendenza alla desertificazione ed al degrado del tessuto urbano, anziché perseguire la linea del recupero e della riqualificazione preferisce continuare ad edificare e trasformare aree verdi in ulteriori contenitori.

Una scelta scellerata contro la quale in Consiglio, a nome di tutto il gruppo M5S, il capogruppo Massimo Cerruti ha invitato per ben tre volte il Sindaco e la Giunta a voler ripensare e ricalibrare l’idea di abbandonare ad un destino ignoto tre scuole dell’infanzia esistenti come il Boschetto, la Rio Crosio e la materna di Castiglione spostando i ragazzi al Fontanino.

Improvvisazione, nessuna programmazione. Decisioni a dir poco discutibili circa la chiusura della scuola di Castiglione, annunciate in Commissione, sono state poi ribaltate appena prima del Consiglio. Nella Commissione stessa non si era presa in considerazione l’ipotesi di riqualificare aree contenenti già edifici dicendo erroneamente che non era consentito.

E nessuna risposta convincente è stata fornita alle richieste se fossero state prese in considerazione le enormi criticità che si verrebbero a creare con tale decisione politica.

La viabilità di quella zona di Asti è già problematica e aggiungere altri 250 ragazzi che, in assenza di un adeguato servizio di trasporto pubblico e nell’impossibilità di raggiungere a piedi la scuola si tramuterebbero in altrettante automobili tutte concentrate alla stessa ora, andrebbero a inquinare e congestionare irreparabilmente il traffico di coloro che, tra l’altro, hanno bisogno di recarsi all’ospedale.

Sulla base di quali dati si è deciso che vi è bisogno di scuole materne e asili nido in quella zona di Asti, piuttosto che in altre in via di maggior espansione, si chiedono i consiglieri del M5S?

E inoltre, i cittadini dovrebbero cedere il terreno comunale, contribuire con una somma che rasenta il milione di euro per progettare, arredare e mettere in funzione fabbricati che saranno di proprietà Inail con la conseguenza che i ragazzi andranno in plessi non più di proprietà comunale e quindi a fronte del pagamento di un affitto e magari di spese di manutenzione che andrebbero in futuro ad aggravare ancora di più la già imponente spesa corrente.
Dove sta la convenienza per il Comune?

Facciamole le scuole nuove, il M5S di Asti è d’accordo, eliminando però edifici degradati e non abbandonandone dei nuovi.
A tal fine una proposta alternativa: decostruzione di edifici obsoleti e ricostruzione ex novo riqualificando intere area di città.

Alcuni esponenti della maggioranza con grande senso di responsabilità e onestà intellettuale, di fronte a tutte queste obiezioni, ieri sera hanno iniziato a esprimere voto contrario o di astensione a tal punto che il sindaco si è visto costretto a chiedere la sospensione della seduta per ricompattarsi.

Alla fine la proposta altrenativa del M5S non è stata presa in considerazione e la pratica è purtroppo passata così com’era; l’area non sarà più verde, ma pronta per essere inutilmente cementificata e con danni enormi per i cittadini. Questa è una responsabilità che gli esponenti della maggioranza si assumono per il futuro.
E si badi bene, questa era la prima vera proposta dell’amministrazione dopo 5 mesi in cui non è stata adottata alcuna decisione concreta, o avanzata alcuna proposta di reale utilità per i cittadini.

 

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