Le alluvioni non ci insegnano nulla?

Ad Asti il Piano Regolatore prevede che si possa costruire sulle aree “C – residenziali di nuovo impianto anche se queste sono state inondate dall’alluvione del 1994 (e da quelle precedenti, vedi QUI).

Naturalmente sono state prese tutte le precauzioni: rinforzo degli argini del fiume Tanaro, divieto di costruzione di locali interrati, obbligo di realizzazione degli impianti tecnologici e dei quadri di comando elettrico al primo piano fuori terra, obbligo di costruzione su pilotis affinché le superfici abitabili siano realizzate a quote compatibili con la piena di riferimento, eventuale prescrizione di uso di porte a tenuta stagna per i locali posti al di sotto della quota compatibile con la piena di riferimento, esclusione di depositi di materiali nocivi, pericolosi, insalubri, ecc. (come scritto sulle Norme Tecniche di Attuazione a pag. 11.10).

La piena del fiume tornerà: state pronti.


2 commenti su Le alluvioni non ci insegnano nulla?

  • PincoPallo

    E’ come dire: “abbattiamo tutte le case che sono esistenti nell’area interessata perchè, forse ma non si sà, verranno invase dall’acqua”. Magari è meglio pulire i fondali dei fiumi che si sono alzati di svariati metri, a causa proprio delle passate alluvioni.

  • Luke

    Lo dice proprio la legge italiana (e anche il buon senso): “Non si costruisce nelle zone pericolose”. Visto che non è possibile abbattere le case che già ci sono, si eviti almeno di costruirne di nuove….che poi gli errori li pagano i cittadini con le tasse, non chi ha permesso queste schifezze.