Latte alla spina


In moltissimi Paesi europei esiste ormai da un pezzo la distribuzione del latte crudo appena munto, finalmente anche in Italia questa sana abitudine sembra prendere decisamente piede, nonostante le polemiche degli ultimi anni.

La procedura è semplice: così come per quello fisso, anche per il distributore mobile basta introdurre le monete a seconda della quantità desiderata e il latte alla spina è servito. E se ci si vuole fregiare del titolo di perfetto consumatore sostenibile, è bene portarsi da casa la propria bottiglia di vetro, facile da ripulire e riutilizzabile all’infinito.

Parlavamo di polemiche? Infatti il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, ha lanciato un allarme di tipo sanitario su questo tipo di distributori e un conseguente consiglio rivolto ai consumatori. «È assolutamente necessario- ha spiegato parlando con i giornalisti al ministero della Salute- che il latte consumato» ed erogato da questi distributori automatici «venga prima fatto bollire». (fonte Corriere Della Sera 04 dicembre 2008)

Ma cos’è il latte crudo biologico? E davvero fa male?

In pratica, a fare la differenza è la mancata pastorizzazione: il latte crudo, cremoso e dal sapore intenso, è quello sottoposto soltanto a un trattamento di filtrazione e refrigerazione a 4° C e null’altro. Il latte, munto a circa 37° C, viene subito raffreddato con un sistema ad acqua gelida, che impedisce un eventuale innalzamento della carica batterica.

Quanto ai benefici, l’alto valore nutrizionale è all’uopo dimostrato. La pastorizzazione e, quindi, il trattamento con il calore, distrugge almeno il 10 per cento delle vitamine B1, B6 e B12 e il 25 per cento della vitamina C presenti nel latte crudo. Inoltre, rende l’organismo incapace di assorbire l’acido folico, ossia quella vitamina che tanto è importante per i nostri nervi, la circolazione del sangue e lo sviluppo embrionale. Come se non bastasse, la pastorizzazione può inattivare anche i veicoli delle proteine dello zinco, del siero e del ferro. Una catastrofe!

In più, consideriamo quanto il buon latte crudo giovi anche a portafogli e ambiente. Un litro di latte biologico è venduto ad un prezzo medio di 1,00 euro, a fronte di 1,55 euro per un litro di latte pastorizzato fresco. Prezzo, questo, che schizza all’inverosimile se ci si vuole viziare con latte ad “alta digeribilità”, addizionati di Omega3, di calcio e chi più ne ha più ne metta. Questi prezzi comprendono imballaggi (inquinanti) pubblicità (noiosa) e trasporti chilometrici (disastrosi). Al contrario, il latte crudo non è impacchettato e non viene trasportato per chilometri e chilometri. Non solo, ma se il latte erogato dai distributori non finisce entro un giorno, da esso vengono prodotti ricotta e altri tipi di formaggi squisiti. Insomma, il caro vecchio globo ce ne renderà merito.

E allora perchè chi dovrebbe istituzionalmente pensare alla nostra salute grida “al lupo”?

Che sia un problema di costi, per l’appunto abbattuti col latte alla spina, e di proteste

delle feroci e stra-potenti multinazionali del latte?

A pensar male si fa peccato, ma forse… il discorso è del tutto simile a quello delle acque

minerali, alle loro miliardarie pubblicità, al loro fatturato e al loro strapotere economico.

Se però i cittadini si accorgono da soli che qualcosa non va, e non prendono tutto per

buono ciò che gli viene detto dalle istituzioni, allora significa che cambiare si può.

Scegliere latte e acqua alla spina, significa pensare alla propria salute, al proprio

portafoglio e al futuro di questo pianeta.

Il sito web che indica i distributori del latte alla spina in Italia: www.milkmaps.com

Fonti: greenme.it, corrieredellasera.it

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