Insufficiente sicurezza nucleare

Come purtroppo sappiamo fin troppo bene il nucleare sicuro non esiste.
Malgrado ciò, la propaganda nuclearista continua a battere sul tamburo e a ripetere il mantra che quelli che hanno problemi sono solo gli impianti degli altri, mente quelli che si vogliono costruire in Italia, i reattori nucleari EPR di fabbricazione francese, sono impianti sicurissimi dove niente può succedere. Niente di più falso.
Nel documento allegato, potete leggere le lettere ufficiali delle autorità per la sicurezza nucleare di Gran Bretagna, Francia, Finlandia e Stati Uniti, tutti paesi con ampia esperienza in tema di nucleare, che informano il costruttore degli EPR, AREVA, che non sono soddisfatti della sicurezza del reattore nucleare EPR, così come si sta costruendo adesso, e chiedono che il progetto venga modificato.
All’estero, dove il problema si conosce bene, se ne parla. Qui in Italia, tutto quello che si sa arriva dalla televisione e da un’informazione giornalistica purtroppo troppo poco approfondita in materia. Di conseguenza, qui in Italia molti sono convinti che i reattori che si vogliono costruire qui siano super sicuri. Non è vero.
Bisogna far circolare queste informazioni perché i cittadini che sono chiamati a votare il 12 e 13 giugno sul nucleare sappiano a cosa andiamo incontro se l’iter della legge che ha reintrodotto il nucleare in Italia andrà avanti. In questo momento il programma nucleare italiano è stato solamente sospeso, ma la legge è attiva e la lobby nucleare aspetta solo di poter riprendere il percorso interrotto per i fatti del Giappone.
Queste informazioni devono circolare per email perché il controllo governativo sulla televisione è troppo forte, e non possiamo fare affidamento su quel mezzo di informazione per avere un’informazione corretta.


Altre informazioni sulla materia (segnatamente gli aspetti economici del nucleare, che lungi dal far diminuire i costi in bolletta invece li aumenterà) si trovano presso il sito www.wwf.it/piemonte seguendo per “archivio documenti”, “energia” e infine “nucleare”, così come sul sito nazionale dell’Associazione www.wwf.it.