1. Raccolta fondi per la campagna elettorale del candidato sindaco del Movimento 5 Stelle di Asti Massimo Cerruti

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Impressioni dei movimentisti a 5 stelle astigiani inviati a Chiomonte

TAV: gli inevitabili scontri

pubblicata da Alberto Monticone il giorno lunedì 4 luglio 2011 alle ore 14.50

Quando sono partito per la Val di Susa, sabato, sapevo che ci sarebbero stati gli scontri. Le parole di Perino dopo la sciagurata notte di lunedì 27/6/2011: “Abbiamo perso una battaglia ma non la guerra” erano inequivocabili. Ma io non ci sto a soffermarmi al troppo semplicistico monito di Napolitano: “in Val di Susa violenza eversiva, le forze dell’ordine devono intervenire con massima fermezza”. Senza stare i ribadire le ragioni di una o dell’altra parte è fondamentale capire i motivi per i quali si è arrivati a questo punto di non ritorno! Sono 23 anni che il movimento NO TAV si documenta, organizza momenti di informazione e di riflessione con tutti i cittadini per capire e studiare se è veramente necessario fare un sacrificio e sopportare 20 anni di cantiere in un luogo stretto e angusto come la Val di Susa per amore della patria o se se ne può fare a meno. Hanno interpellato diversi esperti e tecnici ed analizzato i dati ufficiali senza preconcetti. La loro conclusione la conoscete tutti, e sfido chiunque a dire che “loro sono dei fanatici del NO”, che “in Italia non si può fare mai niente a causa dei pochi estremisti” perchè se così fosse un movimento del genere non sarebbe sopravissuto per così tanto tempo e si sarebbe affievolito poco a poco. A questo punto leggo il comunicato di Cota (Lega), Fassino (Pd) e Saitta (Pd): “solidarietà alle forze dell’ordine, ferma condanna della violenza e volontà di andare avanti senza farsi intimorire” e mi chiedo quale debba essere il ruolo della politica. La politica non deve forse cercare di mettere in pratica dei progetti opportuni per migliorare la vita di tutti i cittadini? E allora perchè non voler ascoltare le ragioni, scientificamente dimostrate, di un popolo intero? La politica deve, per caso, salvaguardare la sicurezza e la salute dei cittadini? E allora perchè soffiare su un fuoco che brucia già ardentemente in questo modo? Mi chiedo quindi: “chi sono i veri responsabili di questa situazione oramai compromessa? I black block o chi ha voluto imporre qualcosa dall’alto senza ascoltare il volere degli abitanti?” Io, per indole, non sono un violento non ho mai tirato neanche uno schiaffo ad un essere vivente, non provo alcun piacere a rompere un oggetto anzi quando vedo una scena di violenza mi intimorisco eppure, ieri, ho capito benissimo i valsusini che sono stati costretti ad arrivare alle maniere forti per far sentire la propria voce. A tutti quelli che dicono: “bisogna manifestare ma non creare disordini e problemi agli altri” chiedo una proposta di protesta innovativa, innocua ed efficace. I NO TAV hanno fatto centinaia di cortei pacifici e molto partecipati ma qual’è stata la risposta dei politici? “Andiamo avanti, non ci facciamo intimidire, sono pochi affetti dalla sindrome NIMBY, non si può fermare il progresso”  e poi hanno inviato migliaia di forze dell’ordine per prendersi con violenza e con mezzi da guerra il territorio. E qui entra in gioco la questione del sistema di INFORMAZIONE italiano. Perchè i media nazionali non spiegano mai di cosa si sta parlando e non provano ad interrogare persone e tecnici indipendenti invece di dare risalto solo ai commenti dei politici su questioni che di politico hanno ben poco a che fare? Sarà, forse, che in questo modo la gente potrebbe pensare e ragionare con la propria testa invece di fare semplicemente i tifosi del proprio partito? Vorrei finalmente vedere programmi televisi e giornali in cui si presenti in modo obiettivo un progetto, una legge, un problema sociale e che poi le parti in causa abbiamo la possibilità di esprimersi sul merito della vicenda. Sarebbe tutto molto più facile e probabilmente si arriverebbe a conclusioni condivise. Invece, no, da noi in TV c’è bagarre, ci si urla contro e non si affrontano mai i problemi tecnici, in questo modo si crea confusione e le condizioni migliori per estremizzare e non dialogare mai. Vorrei che oggi non si parlasse solo della violenza ma che si riuscissero a presentare i motivi per cui 100.000 persone oneste e normalissime, tra cui anziani, bambini, famiglie si sono riversati in strada e, indignate, hanno creato un corteo colorato, vivace e pacificissimo invece di leggere Maroni che ordina ai pm: “contestare reato di omicidio e violenza terroristica” (come se questo fosse un suo ruolo). Cerchiamo di compattarci tutti, di parlare di queste cose con i nostri amici, parenti e conoscenti, facciamoci domande e proviamo a trovare tutti insieme delle risposte; è giunto il momento di non credere più a tutto quello che ci dicono ma di tornare a parlare di politica, di dissentire e anche di discutere ma facciamo quello sforzo solo così riusciremo ad uscire da questo sistema malato che ci vuole sudditi e non pensanti! P.S. Maroni sbaglio o fa parte di un partito di nome Lega Nord che qualche anno fa faceva manifesti del genere?

L’esercito del NO, la volontà del SI

pubblicata da Danilo Vizard Pugliese il giorno lunedì 4 luglio 2011 alle ore 19.38

.. eppure, io ho visto molto più di un seplice “NOTav” ieri, ho visto l’esasperazione negli occhi della gente, talmente tanta da non poter essere riconducibile alla sola NoTav. No Tav era il movente, ma io sono convinto che chi ieri s’è mosso, vuoi partecipando alla guerriglia, vuoi occupando strade e ferrovie o vuoi semplicemente marciando, l’abbia fatto spinto dalla totale stanchezza e diffidenza che stiamo provando nei confronti delle istituzioni. Ognuno ha il proprio modo di manifestare, giusto o sbagliato che sia, ma io non credo che tra i presenti ieri ci fosse qualcuno venuto solo per poter fare violenza, o solo per poter bloccare camionisti e motociclisti per la strada, e nemmeno solo per farsi una camminata estiva sotto il sole. Io ho visto la stanchezza nei vostri occhi, anche e soprattutto negli occhi che conosco meglio, negli occhi a 5 stelle, ho visto la stanchezza di anni di battaglie, la stanchezza di anni di convegni sulle stragi, di anni di riunioni politiche, di battaglie per l’acqua, contro il nucleare, di manifestazioni contro qualche indegna opera pubblica, stanchezza di anni passati dietro ad un banchetto, a -10 così come a +30 gradi, di anni passati a spiegare le proprie ragioni alla gente, a litigarci con la gente, di anni passati ad occupare tutti i propri week end per difendere democrazia e territorio, anzichè andare al mare o ai monti in assoluto relax. Ho visto la voglia di sacrificare gran parte di sè stessi perchè non ce la si fa più, piuttosto che ci si crede ancora. Io è così che mi sento oggi, dopo una notte passata insonne a ripensare a tutto ciò che è successo ieri e a chiedermi cosa voglio fare da grande, piuttosto che se davvero ci voglio diventare grande in questo mondo assurdo, in questo paese senza senso. Non mi fanno male i lacrimogeni, qualunque sia la loro composizione chimica, so perfettamente che la polizia fa il proprio dovere ANCHE quando spara ad altezza uomo, perchè non è che sbaglia mira, ma è semplicemente esattamente ciò che le viene ordinato dall’alto. Ciò che mi fa male è ascoltare qualche commento indignato “al contrario” di qualche automobilista che non può procedere verso il proprio relax, perchè gli stiamo occupando la strada… Mi fa male pernsare a tutti gli sguardi e ai commenti dispregiativi che ci saremmo beccati ieri dal popolo incollato al teleschermo, mi fa male soprattutto alla luce di quanti visi innocenti e sereni ho visto ieri, accompagnati per mano da mamma e papà nella marcia valsusina pomeridiana, che mi fanno domandare perchè non possiamo limitarci a combattere per questa gente, senza doverci preoccupare del rispetto dell'”altra” gente, piuttosto addirittura che di un aiuto. Io credo che i discorsi tra il SI e il NO siano già stati abbastanza, io credo che lo spazio per le parole sia proprio finito. I termini per approfittare dei fondi europei sono scaduti, i lavori iniziati e noi tutti dobbiamo farcene una ragione. Non ho idea sinceramente di cosa si possa ancora fare “a norma di legge”, se qualcosa ancora rimane è ovvio che la si farà, ma in caso contrario questo tanto famoso “à sarà dura” si riempirà di un significato molto poco “simpatico”, piuttosto che decisamente non male interpretabile. Per quanto tempo dovremo ancora lottare? Cosa resterà di questi giorni passati a far valere i propri diritti, piuttosto che a godersi le poche cose belle della vita? Io credo che i nostri tempi duri abbiano creato persone che senza una qualche lotta da intraprendere si sentirebbero male, cambierebbero paese, alla ricerca di qualcosa per cui combattere, come moderni CheGuevara. Io non sono così, e se decido di passare la domenica tra i lacrimogeni invece che al mare è perchè la mia personalissima misura è colma. E non credo di essere l’unico, perchè ciò che ho visto ieri nella stragrande maggioranza degli sguardi è esattamente una misura bella colma.  Che tipo di sangue bisogna avere nelle vene per poter sopportare le bugie che in questi giorni stanno attraversando in perfetta parcondicio politica tutte le reti televisive italiane, libere (!) e meno libere? Che razza di cervello deve avere uno per non pensare al fatto che “cazzo, io c’ero, io SO, perchè dicono queste cose..?”? Se non chiudo gli occhi per ripensare agli sguardi di bambini felici sotto il sole o ai caldi abbracci di anziani valligiani che ti trattavano come un figlio che non vedono da anni, pur senza averti mai visto prima, se non lo faccio, l’angoscia di vivere in questo tempo mi prende e mi fa prigioniero, impedendomi di trovare anche UN SOLO valido motivo per continuare a pagare le tasse in questo merdosissimo agglomerato di persone che osiamo ancora chiamare “paese”. Un “paese” fatto di scuole fatiscenti che crollano addosso ai nostri figli, un paese fatto di strade, autostrade  e ferrovie iniziate e MAI finite, di ospedali abbandonati il giorno dopo essere stati costruiti, un paese fatto di città intere spazzate via dal terremoto e MAI ricostruite, un paese fatto di servizi pubblici degni del centro-america, piuttosto che dell’Europa, un paese fatto di quartieri, città e regioni intere in mano alla malavita, un paese costruito su sangue, bombe e stragi di varie dimensioni, un paese governato da una classe politica il cui unico scopo è quello di arrivare il più velocemente possibile ai giorni minimi necessari per poter godere del vitalizio eterno… E in tutto questo calderone di inefficienze e scandali più a meno gravi, di urgenze assolute, di priorità fondamentali, a cosa dobbiamo pensare noi se non ad una colossale opera pubblica che servirà a far arrivare in sole due ore un cocomero da Torino a Lione, e che nessuno si sogna di ricordare che, semmai verrà terminata prima che finiscano i soldi, in ogni caso ci costerà PIU’ del TUNNEL SOTTO LA MANICA? E che lascerà le scuole fatiscenti esattamente lì dove sono, tutte le opere incompiute al loro posto e che semmai, una volta che la torta sarà finita, ci farà pensare a qualcos’altro, tipo unire la Sicilia con la Calabria? Comportarsi in questo modo è come voler nascondere l’immondizia sotto il letto per poter dire “guarda quant’è figo il mio pavimento”, comportarsi cosi’ è da patetici irresponsabili che mettono i propri interessi davanti alla vita umana. In uno dei tanti manifesti di ieri ho letto: “La Terra NON appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla Terra”. Niente di più semplice e scontato, eppure, niente di più inascoltato. E’ dovere di ogni uomo difendere il proprio territorio e il proprio futuro, è dovere di ogni amministratore ascoltare i desideri e la volontà dei propri cittadini, dei cittadini che PARLANO, non di quelli che se ne sbattono altamente le palle e che quindi, che lo vogliano o no, sono I PRIMI RESPONSABILI di queste violenze, assieme ai giornalisti asserviti al signorsì, piuttosto che alla propria etica professionale.

Si, sono eroi

pubblicata da Ivan Picone il giorno martedì 5 luglio 2011 alle ore 1.21

Non è da molto che ho deciso di cercare informazioni tecniche relative al progetto del TAV, ma non mi ci è voluto tanto a capire che sono davvero talmente forti e numerose le ragioni del NO, che risulta impossibile anche per i più grandi SPARABALLE riuscire a dimostrare il contrario.

Così ieri ho passato un’intera giornata nella Val di Susa.Non ero in gita di piacere, ma sentivo il bisogno di esprimere il mio dissenso. In realtà non credo che la mia indignazione sia stata e tutt’ora sia dovuta soltanto alla decisione di iniziare i lavori di distruzione di un oasi stupenda.Nasce nei confronti dell’oramai saturo mondo dell’indifferenza, nei confronti del meschino modo di fare malainformazione e soprattutto nei confronti dei metodi improponibilii con cui i parlamentari impongono le loro becere decisioni. Sì, perchè quando ti sei informato riesci ad avere una visione più chiara anche delle motivazioni che spingono gli affamati del vitalizio ad andare fino in fondo. E ti accorgi che dietro ad ogni decisione che prendono cè qualcosa che non va, a prescindere dal contesto e dal tipo di decisione presa.Sai che se cerchi in fondo le verità, esse saranno sempre differenti dalle loro motivazioni. Ormai ci si può fidare.E’ obbligatorio verificare con un controllo, ma non si sbaglia mai. Sono talmente incompetenti o in malafede che anche quando credi ti abbiano convinto, in realtà scopri che è facile sbugiardarli. Ad Exilles siamo partiti in tanti.Non credo di essere mai stato ad un corteo così bello e colorato. Ho sfilato con il Movimento a 5 Stelle Piemonte ed uno striscione geniale, che riassume in due sole parole come ci sentiamo:PRIGIONE PIEMONTE! Dietro di noi la magnifica banda della Valle ci ha regalato momenti leggeri e rilassanti. Ho osservato molto le altre persone.Le espressioni e i sorrisi mettevano in risalto la gioia di trovare gente determinata e con cui condividere questo raro momento di democrazia, ma gli occhi tradivano preoccupazione e fatica per la situazione ormai drammatica in cui versa il nostro paese. Poi i sorrisi sono spariti ed è rimasto spazio solo per lo sgomento (almeno il mo). Siamo giunti alla centrale elettrica a Chiomonte.Non ero mai stato in un luogo di guerra. Mi ci sono ritrovato ieri.Davanti a me una prima barriera costituita di blocchi New Jersey, sui quali era fissata una spessa ringhiera in acciaio, guarnita copiosamente da FILO SPINATO.Dietro, una seconda barriera, simile alla prima. Dietro ancora, la barriera umana di caschi e scudi che attendono ordini. Dall’altra parte della valle si sentivano già gli spari.Di diverso tipo. Candelotti di lacrimogeni vietati dalle convenzioni, usati contro i cittadini, ma anche bombe carta con suono molto più ampio lanciate da un gruppo staccatosi dal corteo.A questo punto abbiamo deciso di spostarci più in alto. Perchè non siamo mai stati in guerra.Non volevamo che fosse mai imposta una guerra.Senza che ci siano i responsabili tra l’altro.Quelli che rappresentano la causa, perchè hanno omesso volutamente ogni trattativa e mandato quelli che ancora per poco sono i loro servi, quelli che si trovano in realtà nella nostra stessa situazione, quelli che un giorno ci aiuteranno a prenderli a calci in culo. Il resto non l’ho visto, ma può essere ricostruito senza equivoci con i video postati. Con certezza sono stati colpiti manifestanti inermi, filmate forze dell’ordine lanciare pietre dal cavalcavia e colpire donne che cercano di comunicare con loro. Non era bastato tagliare le tende del presidio, pisciare e cagare dentro, rubare tutto l’intimo delle donne valsusine. La guerriglia è durata 5 ore almeno.Al termine non è cambiato niente. Stessa malainformazione, stesse bugie e solita indifferenza da parte di molti Italiani. Non siamo più negli anni ’30, sono passati 80 anni e questo regime ha fondato le sue radici in maniera più subdola. Ma nonostante le infamie, le botte e la stanchezza la Val di Susa è ancora forte e continua a difendere il suo territorio. I manifestanti di Chiomonte sono EROI?Certo, oggi non servono più armi per esserlo, basta spegnere la tivù.

Il calore della Val Susa

E’ stata una giornata calda…molto calda, sotto tanti punti di vista. Il primo, ovviamente riferito alla calura da 3 di luglio…il secondo al calore delle persone che incontravi nel corteo….donne, bambini, anziani, giovani….una variegata popolazione che diligentemente e senza alcun lamento, camminava (e alle volte si trascinava…) per poter asserire il proprio No ad un’opera ritenuta inutile e nociva per il territorio. Il terzo è la protesta più accesa….noi dall’alto potevamo solo vedere che, in basso tra le vigne, si era scatenata una guerriglia tra alcuni giovani e le forze dell’ordine che riempiva l’aria di rumori a cui difficilmente ci si abitua…scoppi di bombe carta e spari di lacrimogeni. L’ultima botta di calura, io personalmente, l’ho ricevuta, quando tornata a casa, ho sentito che tutti i tg nazionali si soffermavano e davano risonanza agli atti di violenza mentre alle migliaia di persone (70.000) che avevano manifestato pacificamente si accennava svogliatamente e distrattamente. Questo è il sistema del regime….lo so…lo conosco….ma non ci ho ancora fatto l’abitudine e mi fa ancora arrabbiare, di conseguenza mi dà altra forza e voglia di tornare presto a manifestare….quindi alla prossima!!!!! Angela

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