Il nuovo piano di illuminazione pubblica: un affare per chi?

illuminazione_pubblica
Errare umano è ma perseverare è diabolico, sostenevano gli antichi…
La Giunta Comunale ci ricasca e, come successo spesso altre volte, con delibera dello scorso venti novembre, intende decidere le sorti della nostra città senza affrontare un percorso di discussione e condivisione né con i cittadini e tantomeno con i loro rappresentanti in Consiglio.
Questa volta la partita è davvero pesante e occorre davvero “fare luce” sul progetto di sostituzione di qualcosa come oltre ottomila punti di illuminazione pubblica dislocati in tutta la città e l’affidamento della totale gestione dei consumi nonché delle manutenzioni ordinarie e straordinarie senza una gara ad evidenza pubblica.
A sollevare la gravità della situazione, i Consiglieri del M5S mediante una articolata e circostanziata interpellanza che sottolinea come l’introduzione dell’illuminazione a LED ad Asti, se fatta a dovere, costituirebbe una importante opportunità per i cittadini e per i bilanci economici degli anni a venire.
Il Sindaco invece, dopo aver tentato di svendere ai privati la gestione del calore degli astigiani, a distanza di poco intende fare lo stesso con l’elettricità accettando una proposta di concessione addirittura di 25 anni sempre a favore della stessa società AEC SpA, per tramite della municipalizzata ASP.
Come citato nella stessa delibera, la tecnologia a led garantisce infatti lunga durata, ridotta manutenzione e, cosa altrettanto importante, drastico abbattimento del consumo di energia elettrica con ovvi vantaggi sotto il profilo sia economico e ambientale. E allora ci si chiede come mai a fronte di un previsto risparmio annuo fra costi di consumo, manutenzione e gestione che si attesterebbe sui 490.000 euro solamente una parte irrisoria andrebbe al Comune mentre tutto il resto entrerebbe alla voce ricavi della società proponente.
I conti non tornano proprio; come si giustifica infatti l’esiguo vantaggio economico proposto al Comune di Asti (12,5% di risparmio sull’importo odierno), in rapporto al reale risparmio che si realizzerebbe a favore dei privati che, sulla base dei dati comunicati dal proponente e di altri interventi simili, risulterebbe dall’ordine almeno del 40%, sino ad arrivare al 70% con la dovuta regolazione del flusso luminoso nelle ore notturne?

Soprattutto non convince il piano d’affari presentato e non si reputa giustificato l’importo esorbitante dell’investimento complessivo stimato con particolare riferimento ai costi di investimento iniziale, di messa a norma, di acquisto degli apparecchi illuminanti, della progettazione e dell’acquisto dell’energia elettrica che sembrano non essere in linea con i più convenienti valori di mercato ottenuti da altre solerti amministrazioni.

I numeri fanno insorgere il forte sospetto di costi gonfiati al fine di procurare lauti guadagni alla concessionaria, quando nell’interesse della collettività si sarebbe potuto ottenere un sensibile risparmio a seguito di una gara pubblica oppure accedere ad un finanziamento, magari con istituti di credito cittadini, che avrebbe consentito al Comune di provvedere autonomamente alla sostituzione progressiva dei lampioni più vecchi con nuovi a LED. Si sarebbe infatti instaurato un meccanismo virtuoso a costo zero grazie agli immediati risparmi, senza legare rigidamente mani e piedi i bilanci della nostra città per una generazione intera a tariffe antieconomiche procurando ancora una volta un grave danno per le tasche di tutti i cittadini astigiani presenti e futuri.
Come si vede, Natale è tempo di regali ma non per i cittadini…

Massimo Cerruti

Comments are closed.