IL NUOVO CHE AVANZA?

Ieri alla fine i nodi sono venuti al pettine. Ma non in consiglio comunale dove il centro-centro- sinistra ha cercato in tutti i modi di giustificare l’aumento del numero degli assessori da 8 a 9.

Il sindaco ha più volte rimarcato che “…in 9 si lavora meglio che in 8″.
La lista Uniti per Asti, dopo aver suggerito in campagna elettorale un taglio degli assessorati da 8 a 6, ora propone che gli assessori possano essere sette oppure “nove al costo di sette”. Qualcuno ha fatto notare che il “costo” di un assessore in più non è determinato solo dalla sua indennità ma comprende la struttura di supporto all’assessorato pertanto anche con questo cavillo i costi della politica aumenteranno.

A parte tutti questi ragionamenti pseudo aritmetici , noi del MoVimento5stelle siamo stati chiari:

1) per una città di 76.000 abitanti come Asti, sei assessori più il sindaco sono più che sufficienti anche considerato che ad esempio Torino (900.000 ab.) di assessori ne ha 12 e non 106 (cifra ottenuta applicando la stessa proporzione);

2) nel programma del centrosinistra non è stato esplicato questo aumento dei costi della politica pertanto il primo atto di questa maggioranza a molti apparirà come una violazione degli impegni presi con gli elettori;

3) è inutile fare giri di parole: un vero risparmio (ben 450.000 € in 5 anni ) si otterrà solo approvando la Mozione del MoVimento5stelle.

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Ma le vere brutture di questa vecchia politica, come di consueto non vengono fuori nelle sedi deputate alla politica (il consiglio comunale) ma , chiacchierando con la gente, per la strada e nei bar. Ed è proprio al bar che qualche giorno fa un esponente del PD ci ha spiegato la questione:

a) il nono assessore serve per mantenere le promesse fatte all’UDC in vista dell’alleanza al ballottaggio (vicesindaco + due assessori);
b) nessuno ma proprio nessuno nel centrosinistra è favorevole al nono assessore.

Aggiungiamo noi il punto c)tutto il centrosinistra si adeguerà a questa vergognosa operazione.

E meno male che si proponevano come “il nuovo”.

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