TSO: DA TANGENZIALE INUTILE A STATALE INUTILE

La tangenziale Sud-Ovest continua a far parlare di sé. Dopo le dichiarazioni della giunta che esprimono di volerla fare ad una corsia per senso di marcia per ridurre l’impatto ambientale ed i costi (continuerebbe a costare 270 milioni di euro!) forse è il caso di fermarsi un attimo eragionare quali siano le conseguenze della costruzione di una nuova strada sul traffico.

Potrebbe essere utile cominciare a citare alcuni studiosi come ad esempio J.J. Leeming, che dice: “Autostrade e circonvallazioni generano traffico, cioè producono del traffico addizionale, neiseguenti modi: a) inducendo le persone a effettuare spostamenti che non avrebbero altrimentiintrapreso rendendo il nuovo percorso più conveniente del vecchio; b) facendo deviare lepersone dal loro percorso precedente e spesso più diretto per usufruire dei vantaggi in terminidi tempo della nuova strada; c) facendo affluire per shopping e visite alle città bypassate dallecirconvallazioni più persone di quando il traffico di attraversamento scoraggiava questo genere dispostamenti”
Il paradosso di DOWNS-THOMSON afferma che: “Le velocità sulla strada decresceranno se imiglioramenti portati al sistema stradale comportano un deterioramento del livello di servizio deltrasporto pubblico, quali la diminuzione della frequenza o un aumento delle tariffe a causa delladiminuzione della domanda”.

Infine il paradosso di Braest, il matematico che definì il rapporto tra crescita ed efficienza, diceche “tutte le volte che c’è una pressione su una risorsa, un aumento dell’offerta di quella risorsaporterà a un nuovo punto di saturazione”.
Approfondendo il concetto con riferimento ai trasporti, gli studiosi spiegano che un’azione attaad accrescere l’offerta di mobilità, nel lungo periodo, peggiora la congestione anziché migliorarla.Secondo questo principio il traffico tende a crescere su una qualsiasi nuova arteria fino acompensare la nuova capacità raggiunta dal sistema delle arterie di quella zona. Costruire nuovestrade, nuove autostrade, allargare o migliorare le strade esistenti, fare ponti e cavalcavia, bretellee rotonde non rappresenta la soluzione al problema del traffico stradale. Anzi, nel tempo e semprerispetto a quella zona, i volumi del traffico aumentano peggiorando la situazione da cui si è partiti.
Da tutte queste affermazioni dovrebbe passare il messaggio che prima di costruire un’operanuova bisogna almeno fare degli studi approfonditi degli impatti che questa può creare, ad Astinon si riesce a trovare uno studio su questo. Si dice che questa tangenziale ridurrebbe il trafficoe l’inquinamento della città ma, una tangenziale come fa a ridurre l’inquinamento prodotto dalleauto? Non è che trasferendo alcune di queste autovetture qualche km più in là l’aria inquinata nonarriva in centro. In più, leggendo gli esperti citati in precedenza, sembra che una nuova strada nonriduca il traffico ma ne generi un altro, addizionale a quello precedente, meglio conosciuto come traffico indotto.
Per questo, se si vuole veramente ridurre il traffico e l’inquinamento della città, mi piacerebbemolto vedere l’amministrazione prodigarsi con questa energia a sostituire tutte queste autoche vengono o passano per la città con apposite misure atte a migliorare il servizio di trasportopubblico magari cercando tali risorse per attivare una metropolitana leggera che colleghi tuttal’area che gravita intorno ad Asti. Questo sì che migliorerebbe il traffico cittadino e la velocità deicollegamenti con la Vallebelbo decongestionando finalmente c.so Torino e c.so don Minzoni.

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Comunicato stampa di Davide Bono – Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle Piemonte

Con la tangenziale sud-ovest di Asti nuovo record: ad ottobre l’avevamo presentata come la strada più costosa d’Italia, con 360 milioni di euro per neanche 6 km di strada, per cui la stessa Corte dei Conti sta indagando. Ora, per non rischiare di rinunciare all’ennesima opera che porta soldi e consensi elettorali sul territorio e ai partiti, pur in assenza di qualunque valutazione di flussi della viabilità nè della situazione idrogeologica della zona, si parla della prima tangenziale ad una sola corsia: cioè una strada statale con 5 svincoli e relativi ingressi senza una corsia d’accelerazione e tir in coda, insomma una follia. Questo per risparmiare soldi e ridurre l’impatto. Ma noi ribadiamo: l’opera, a prescindere dal costo e dal numero delle corsie, serve a migliorare la mobilità di Asti? Perchè, se così non fosse, sarebbe il caso di convocare l’Osservatorio, rinunciare all’opera e investire altrove le risorse.

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