Casa di Riposo, edificazione Fontanino e TLR: tre temi fondamentali e le azioni del M5S astigiano

La Casa di Riposo della Città di Asti svolge un importante servizio per la città: è centro di cura e ricovero di una delle fasce più deboli della popolazione, gli anziani. E’ per tale motivo che l’amministrazione deve valutare la sua gestione e occuparsi di essa con scrupolo, tanto più in vista della riforma delle IPAB, gli istituti pubblici fra cui rientra anche il Maina,  approvata con LR 12/17.

La nomina del commissario straordinario, avvenuta a seguito delle dimissioni del precedente Consiglio di Amministrazione, aveva l’obiettivo di ricondurre la Casa di Riposo in una situazione di equilibrio finanziario senza arrecare pregiudizio ai servizi e garantendo i livelli occupazioni della struttura. Tutto ciò, per vari motivi, non è avvenuto e pertanto il gruppo del M5S astigiano con una mozione chiede a Giunta e Sindaco di occuparsi della spinosa questione e dare risposte a tutto il settore di persone della società civile astigiana che ruota attorno al Maina.

Le motivazioni che spingono a richiedere dei chiarimenti sono soprattutto di natura economica. I costi previsti nel piano industriale per i servizi di pulizia e infermieristici non sono in linea con le previsioni per l’anno in corso: la spesa sostenuta, infatti, è superiore a quella prevista e pertanto sorgono delle perplessità sui risultati che si otterranno negli anni successivi. Appare, poi, fortemente improbabile che la gestione attuale permetta di coprire il disavanzo di amministrazione accumulato: a seguito dei lavori di ristrutturazione previsti infatti, diminuiranno i posti letto e di conseguenza gli incassi derivanti dalla corresponsione delle rette. E allora come sarà possibile ripianare il “buco” se le entrate diminuiscono e contemporaneamente le spese restano invariate?

Costi che fra l’altro aumenteranno anche a seguito della stipula di un mutuo di 5 mln di euro per il già citato  e necessario intervento di straordinario di manutenzione.

E’ bene ricordare che l’Amministrazione Comunale integra il costo delle rette di chi si trova in situazioni di disagio economico e svolge la funzione di centro di prima accoglienza maschile dei migranti, con un contributo economico diretto da parte dell’ente locale: le scelte economiche della struttura hanno, quindi, un rilievo anche per le tasche dei cittadini. Non da ultimo, un impatto anche in termini di posti di lavoro: è prevista, infatti, una riduzione di personale di 33 unità. Un calo occupazionale che determinerà l’ingresso di ulteriori persone nella schiera dei disoccupati, al quale, però, non corrisponde una riduzione dei costi dell’ente. La diminuzione dei costi, infatti, in termini assoluti sarebbe irrilevante, non apporterebbe cioè benefici in termini finanziari alla vita dell’ente.

Debiti che aumentano e progetti che non partono. Perché non sono stati sostenuti i progetti di cui si era discusso positivamente in passato di assistenza domiciliare e hospice? Nel piano industriale essi non sono contemplati.

Considerato tutto ciò il gruppo del M5S astigiano ritiene, quindi, necessario un intervento della Giunta e del Sindaco che verifichi la piena attuazione del mandato affidato al commissario straordinario e, se inattuato, procedere come è nei poteri dell’amministrazione comunale, alla nomina di un nuovo Consiglio di Amministrazione che detti una linea rispondente alla esigenze della comunità astigiana di avere una Casa di Riposo pubblica, centro di ricovero e di aggregazione degli anziani, soprattutto di quelli in difficoltà. Il M5S Astigiano sollecita il perseguimento della trasformazione dell’ente in azienda pubblica, e non della privatizzazione che spesso, come già dimostrato, non è la soluzione ai problemi economici delle strutture in difficoltà che offrono servizi pubblici. La legge regionale consente a strutture come il Maina, in virtù del loro fatturato, di scegliere di restare pubbliche: è quanto il gruppo si auspica affinché la Casa di Riposo resti un bene di tutti i cittadini astigiani.

In merito lo spostamento delle scuole al Fontanino, il M5S astigiano prende atto con grande rammarico che nel Consiglio Comunale del 15/11/2017 la maggioranza ha avallato il cambio di destinazione d’uso del terreno senza minimamente considerare, né il voto contrario e l’astensione di esponenti della maggioranza stessa, né tantomeno i ripetuti inviti dei consiglieri del M5S e di altre minoranze a ritirare la pratica o volerla ricalibrare. Il M5S di Asti non intende assolutamente cedere sulla questione e pertanto, su richiesta di molti cittadini, genitori, operatori scolastici avvia ufficialmente una raccolta firme affinché non si modifichi la destinazione dell’area attualmente a “verde, gioco e sport” e, nel caso ciò fosse già avvenuto, a ritornare immediatamente nella situazione originaria. Evitare quindi un ulteriore consumo di suolo che, come già ampiamente espresso, apporta costi inaccettabili in termini di viabilità, riduzione del verde, disagio e inquinamento.

Infine, occorre intervenire anche sul ricorso al Tar presentato da AEC SpA e subito dall’Amministrazione a seguito dell’incauta nota del Sindaco mediante la quale intendeva chiudere personalmente la vicenda del teleriscaldamento senza passare dal Consiglio Comunale. La presunta illegittimità della decisione per incompetenza ed eccesso di potere, come si legge nel ricorso, rischia di riaprire una discussione su un progetto già bocciato ed avverso alla volontà della cittadinanza su cui l’amministrazione comunale in passato ha già sprecato troppo tempo e risorse.

Il M5S di Asti, pertanto, anche al fine di tutelare la collettività non esponendo l’ente a spiacevoli conseguenze oltre al rischio di possibili danni erariali, chiede all’amministrazione di sottomettere la pratica al Consiglio comunale il prima possibile per una immediata decisione che metta definitivamente la parola “Fine” a tale vicenda, così come avrebbe già dovuto essere fatto lo scorso mese di luglio.

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