Asti e teleriscaldamento insostenibile: la trasparenza non è di questa ASL

asti-aslCi risulta che nei giorni scorsi alcuni cittadini, come capita a volte, abbiano fatto ad ASL una legittima richiesta di accesso agli atti per capire, tra l’altro, quali siano state le risultanze del parere legale, richiesto all’avv. De Marinis del foro di Roma, per valutare gli aspetti del diritto connessi alla disponibilità dei terreni.
Un “parere legale” costato circa 8 mila euro a spese del sistema sanitario astigiano, ovvero di tutti i cittadini che però, secondo ASL, non avrebbero nemmeno il diritto di poterlo leggere.

Pare strano che la direttrice dell’ASL di Asti, Ida Grossi, per la quale è fondamentale “il rapporto di fiducia con i cittadini” e “il dovere, con la D maiuscola”, abbia invece risposto in modo assolutamente negativo a questa richiesta, in barba al principio generale di trasparenza, inteso secondo la Legge come accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.

E’ forse “il dovere, con la D maiuscola”, ma non certo verso i cittadini, che l’ha portata a non rispondere mai agli inviti dei cittadini per parlare di un impianto di teleriscaldamento inefficiente per il quale il Comune di Asti vorrebbe piazzare la centrale proprio nel cortile dell’ospedale?

Nel giorno del suo insediamento, un giornalista l’aveva definita così: “Pochi preamboli, con lei si va dritti al sodo. Ida Grossi, neo direttore generale dell’Asl di Asti ha lo sguardo profondo di chi non ha tempo da perdere e un sorriso ben dosato di dovere e cortesia.”. E poi gli aveva chiesto: “Nessuna brutta sorpresa in arrivo?”, aveva risposto “Assolutamente no”. Un “no” che oggi ha il sapore di una beffa.

Ma andare dritto al sodo vuol dire forse utilizzare qualsiasi mezzo consentito per impedire una rapida risposta ai cittadini, favorendo ulteriormente, se ancora ce ne fosse bisogno, un comportamento palesemente atto a favorire la costruzione di questo impianto di teleriscaldamento inefficiente e che spreca energia?

A questo punto non possiamo fare a meno di sperare nella giustizia, alla quale già i cittadini hanno fatto ricorso da oltre un anno e anche di recente, per appurare quali siano i reali motivi per cui le istituzioni coinvolte non abbiano considerato per nulla il parere dei cittadini e dei tecnici indipendenti, mentre enti come ASL e ARPA non hanno nemmeno avuto il coraggio di sostenere e concretizzare le proprie opinioni negative.

Il Movimento 5 Stelle non fa finta di opporsi ma si batte con coerenza in ogni sede contro questo progetto non adatto per la città di Asti, in un panorama politico in cui fanno da padrone i conflitti di interessi e al contempo ha brillato per mesi l’assenza di tutte le forze politiche, sedicenti candidati e associazioni varie, in qualsiasi azione concreta che non sia stata soltanto a parole.

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