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Asili nido: risorsa o voce di bilancio?

Bambini asilo

Si avvicinano le scadenze elettorali e i servizi nido sono da sempre cavalcati come slogan in maniera bipartisan da destra e sinistra.
Chi non ha nel programma: “più asili nido pubblici”, “creremo il sitema integrato dei servizi all’infaniza” etc..?

Parliamo quindi delle ultime notizie uscite sulla stampa: ci piace l’idea di razionalizzare gli orari negli asili nido. Ci piace meno la proposta di affidare orari extrascolastici a enti esterni e di creare la cultura del nido come servizio per il lavoro dei genitori mettendone in secondo piano il ruolo educativo.
Mettiamoci nei panni di un bambino che già passa tutta la settimana al nido anche fino alle 18.30. Se i genitori devono affidare il loro bimbo al nido oltre l’orario d’apertura attuale si deve considerare che non solo il piccolo passerà la maggior parte del suo tempo lontano dagli affetti familiari ma dovrà anche cambiare figure di riferimento e routine quotidiana.
Un’altra domanda è quanto costerà alle famiglie questo servizio extra del family park? Quali saranno le linee educative? Mi piacerebbe di più che fosse la città a cambiare, che fosse la cultura dell’infanzia a cambiare.
Una politica degli orari più equa e l’applicazione delle leggi sulla conciliazione permetterebbero a molti genitori di non dover lasciare i propri figli al nido il sabato e la domenica.

I genitori non chiedono solo il posto al nido, chiedono anche la continuità e la qualità educativa per i figli, chiedono di essere coninvolti, di essere informati. Da quello che si legge sulla stampa questi aspetti non sono considerati dall’amministrazione comunale.
Il municipio si preoccupa dei costi, di risparmiare risorse ma non considera quanto sia importante la qualità del tempo e delle relazioni per i bambini nei primi tre anni di vita: investire (si in maniera razionale) sul sistema educativo comporta un ritorno enorme anche a livello economico, in termine di prevenzione del disagio e delle devianze etc ……..

Ho sentito il sindaco parlare dei servizi socio-educativi come un costo a fondo perduto per la città, ma forse ci dimentichiamo che se pensassimo i servizi come prevenzione invece che come emergenza molte risorse potrebbero essere risparmiate.
Mi viene in mente l’esperienza di Abreu in Venezuela, dove grazie alle scuole di musica sono stati tolti dalla strada e dalla droga quasi un milione di bambini con enorme risparmio per i conti pubblici (quanto costa una scuola di musica rispetto alla gestione di un drogato magari malato di AIDS? Quali sono i costi del disagio sociale? Quanto costerebbe prevenirlo?)

Estendendo lo sguardo anche fuori dalla città leggiamo che ci sono micronidi che aprono e chiudono a singhiozzo e che i piccoli comuni non possono sotenere nella gestione. E’ vero che il trattato di Lisbona indica la copertura di posti nido del 33% della popolazione infantile, ma è anche vero che questi posti devono essere pensati per essere sostenibili nella gestione e a leggere gli articoli sulla stampa sembrebbe che questo passaggio non sempre sia stato fatto.

La progettazione dei servizi alla popolazione non può essere frutto solo di decisioni calate dall’alto, ma anche della partecipazione di  tutti i portatori di interesse: famiglie e bambini, personale educativo, amministrativo e ausiliario, ente pubblico e imprese gestrici.

I bambini sono il più grande patrimonio che abbiamo e pensare a loro solo come risorse da risparmiare mi fa venire in mente la barzelletta “del contadino che si lamenta che appena ha insegnato all’asino a vivere senza mangire questo decide di morire!”
Penso sia necessario quando si parla di bambini avere lo sguardo più lontano della chiusura del prossimo bilancio.

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5 commenti su Asili nido: risorsa o voce di bilancio?

  • Lorenzo

    questo è un tema molto sensibile, sopratutto a chi è genitore e in primis a chi manda i propri figli all’asilo. Mi tocca molto questo argomento in quanto le mie 2 figlie vanno all’asilo “PRIVATO” specifico PRIVATO, perchè, dato sia io che mia moglie conduciamo 2 attività in proprio e non c’è nessun asilo pubblico che possa guardare i bambini oltre le 16:30 con ovviamente un costo non del tutto indifferente ben venga qualche iniziativa per poter migliorare i servizi al cittadino.

  • sara

    mi chiamo sara e sono una educatrice di nido.
    sono stata invitata a rispondere e vi scrivo alcune considerazioni.

    la prima: e’ giusto che il sindaco parli degli asili nido come un costo a fondo perduto per la citta’, perche’ da un punto di vista puramente economico lo sono.i costi di gestione di un nido, in mano a cooperative o al comune stesso non fa differenza, sono molto alti.
    eppure, come ci si puo’ bene rendere conto, gli asili nido sono un investimento ASSISTENZIALE perche’ permettono alle donne in particolare ma alle fasmiglie tutte di lavorare e realizzarsi garantendo( lameno in teoria) ai bambini una sostemazione adatta e coerente con le loro esigneze, ed EDUCATIVO perche’ svlgono un reale servizio di educazione, almeno ( ma questa e’ un mio pensiero) dall’anno e mezzo/ due del bambino.
    sono un investimento a fondo perduto che la citta’ DEVE sostenere per i suoi abitanti e cittadini piu’ piccoli, ma non per questo meno importanti. e qui si arriva alla mia seconda considerazione, si parla qui di qualita’ educativa per i bambini: al giorno d’oggi questa qualita’ non esiste!
    lavoro per il comune di alessandria. il comune arriva a malapena a pagarci gli sitpendi( e non sempre tutti); ogni nostra iniziativa pedagogica che richieda un costo anche minimo e’ bocciata; non esistono supplenti per cui veniamo spostate noi mestre come jolly da un nido/ materna all’altro, non garantendo la continuita’ educativa ai nostri bambini, lasciandoci fuori rapporto numerico e costringendoci a mettere in sezioni uniche bambini lattanti molto piccoli e treni grandi e grossi, con esigenze e spazi diversissimi; hanno appena raddoppiato le rette.

    perche’acade tutto questo?

    perche’ se il comune decide di risparmiare lo fa sulla pelle dei bambini?

    e’ una questione ormai sociologica, i bambini non vnegono coniderati parte attiva della scoieta’ e della cultura e cosi’ vengono relegati ai margini, dai genitori o dal welfare dei comuni. e’ sbagliato dire che i bambini sono il nostro futuro, perche’ cosi’ si spsota in la’ la soglia di attenzione che dobbiamo avere nei loro riguardi: i bambini sono il nostro presente.
    investire in buoni servizi educativi e di sostegno alle famiglie( e qui si va anche alle leggi dello stato riguardo a congedi di maternita’ e paternita’, a impieghi part time, a garanzie per le madri lavoratrici, concilizaione, ecc…) diventa realmente una azione preventiva di disagio.
    i buoni servizi educativi non sono quelli che tengono per piu’ tempo i bambini, perche’ cosi’ e’ piu’ facile per i genitori, ma sono quelli che danno spazio , tempo e sostegno a bambini e genitori per crescere insieme nel migliore dei modi: e quindi educatrici preparate, spazi e tempi adeguati, personale fisso per quanto possibile, etc… come scritto qui, e’ inutile coprire piu’ posti possibili a scapito della qualita’, specie se NEANCHE cosi’si riescono a gestire i costi!

    nel mio percorso lavorativo, fino ad oggi, ho sempre incontrato persone preparate e con molta volgia di fare, ma anche queste persone di fronte alle politiche del comune si stanno arrendendo.

    fino a che, pero’, non inizieremo a considerare i bambini parte attiva della nostra citta’ e a tutelare davvero le famiglie, non come slogan ma come dato di fatto, la situazione dei servizi educativi non migliorera’.
    questo pensiero deve partire dal basso, dai genitori e dalle famiglie, ed arrivare fino a chi ci governa.
    fino a che questo pensiero non sara’ comune,si cerchera’ sempre di risparmiare sulla pelle dei piccoli, perche’ non si lamentano, e dei genitori, perche’ con il nostro attuale stile di vita non possono fare altrimenti.

    ecco, e’ stato uno sfogone. purtroppo non ho soluzioni pratiche per i sindaci, d’altronde io sono una educatrice e non una amministratore! ma se i sindaci pensassero di piu’c anche ai loro figli, forse eviterebbero di tagliare a destra e a manca sui sevizi educativi rendendoli di piu’ in numero, ma certamente di minore qualita’.

  • Simone

    Mi chiamo Simone e sono il papà di una bimba che frequenta un asilo nido comunale ad Asti.
    Le considerazioni e i disagi espressi nel post e nei commenti ricalcano il mio pensiero e la mia esperienza anche nei nidi di Asti. A fronte di disagi e difficoltà che sono esplosi a partire dalla riapertura di gennaio, noi genitori abbiamo dato vita ad un comitato spontaneo per tutelare i nostri figli e i servizi per la prima infanzia.
    E aggiungo ulteriori considerazioni che gettano ulteriori luci sulla direzione che le politiche sociali stanno prendendo nella nostra regione. In questi mesi in Regione si sta discutendo una proposta di legge di riordino dei servizi asili nido che prevede un aumento del rapporto educatore-bimbi. Se la proposta passasse, nella sezione piccoli si passerà dall’attuale rapporto 1-4 ad un rapporto di 1-8; nella sezione dei medi si passerà ad un rapporto 1-12 e nella sezione grandi ad un rapporto di 1-15!
    Se adesso la qualità è difficilmente rintracciabile, figuriamoci con questi rapporti numerici! Le educatrici finirebbero col fare un mero lavoro di badanza e sorveglianza.
    Diffondete la voce. Noi cercheremo di tenere alta l’attenzione sul nostro territorio, fate altrettanto in tutti gli altri territori.
    Se volete seguire le nostre iniziative fate riferimento a quanto segue:
    Blog del comitato: http://a3.splinder.com/
    Facebook: Amici Asili Nido Comunali
    Newsletter: http://groups.google.com/group/amiciasilinidodiasti

    Simone

  • Alberto

    Grazie Simone. Sono contento del vostro attivismo e, nel caso vi servisse aiuto, chiedete pure; io, nel mio piccolo, farò il possibile per darvi una mano!

    Ti consiglio di visitare il seguente link in cui si è discusso di asili nido: http://forum.piemonte5stelle.it/viewtopic.php?f=34&t=302

    Nel caso non sia completamente pertinente, potresti aprire una discussione in merito sul forum o contattare direttamente Davide Bono (consigliere regionale che si occupa della IV commissione) che sarebbe contento di venire a conoscenza delle vostre problematiche e di discutere della legge regionale a cui fai riferimento.Per un appuntamento puoi chiamare qui: 011/ 5757890.

  • philip

    poichè in regione nel mese di aprile sarà in discussione un proposte che praticamente raddoppia il numero di bimbi per educatrice arrivando a 8 lattanti per ogni educatrice( ma qualcuno ha pensato come dovrebbe fare a imboccare 8 bimbi, cambiarli e cercare anche di insegnare lor qualcosa ?) 12 per i medi e 15 per i GRANDI ( hanno ben 3 anni )sarebbe importante sollevare una approfondita discussione in merito, confrontando le esperienze dei genitori nelle varie città.
    Se passa una proposta di questo tipo significa consegnare im mano ai privati tutto il servizio, cosa che in effetti si sta già vericando in tutta l’istruzione scolastica, depauperando le risorse della scuola pubblica a favore di quella privata.