ALLARME ARIA AD ASTI



Asti è una cittadina in cui ci si aspetterebbe di poter respirare un’aria più pulita rispetto a quella delle grandi metropoli. Purtroppo però andando a valutare i dati dell’ARPA Piemonte ci si trova di fronte a dati allarmanti: Asti, dall’1 Gennaio 2011 ha già superato il limite del particolato PM10 (1) per ben 32 giorni su un limite annuo di 35, quando cittadine piemontesi come Verbania o Cuneo lo hanno fatto rispettivamente 5 o 13 volte. Per questo motivo Asti ha il triste primato della seconda città più inquinata del Piemonte, dopo Torino ovviamente.
L’Organizzazione mondiale della sanità dice che “In Italia ogni cittadino perde in media 9 mesi di vita per esposizione al particolato” (le polveri sottili prodotte dalla automobili), avvertendo di una situazione ambientale relativa alle emissioni di polveri sottili da trasporto urbano che “rimane critica nelle maggiori citta’ italiane”. E visti i dati appena esaminati, non solo nelle maggiori!
Marco Martuzzi, responsabile Impatto sulla salute del Centro europeo ambiente e salute dell’Oms delinea un quadro poco rassicurante: per effetto dello smog e dell’inquinamento urbani “morti premature e malattie croniche ed acute seguitano a colpire individui e famiglie”. Cio’ fa si’ che “la diminuzione dell’attesa di vita e della capacita’ produttiva pesi sulla nostra societa’”, cui si aggiunde “il costo di migliaia di ricoveri ospedalieri che indebolisce il nostro sistema sanitario”.
L’organizzazione mondiale della sanita’ propone poi ispezioni obbligatorie ai veicoli, incentivi fiscali, con una pianificazione urbana che “promuova la pratica di camminare ed andare in bicicletta in condizione di sicurezza e il trasporto pubblico pulito ed efficiente”. Cio’, sottolinea l’Oms, riguarda “anche il trasporto pubblico extraurbano”.
Per l’organizzazione un approccio integrato e sinergico nel campo del trasporto “produrrebbe benefici a catena”. Solo con la razionalizzazione e riduzione del traffico motorizzato privato, sottolinea, “ridurrebbero a sua volta il danno alla salute provocato dagli incidenti stradali, dall’esposizione al rumore, dall’inattivita’ fisica, dagli effetti psicosociali e dalle emissioni di inquinanti dell’aria compresi gas serra”, contribuendo cosi’ “anche a mitigare l’avanzare del cambiamento climatico”. A livello economico, la riduzione del particolato fino all’anno 2020 condurrebbe ad un risparmio fino a 28 miliardi di euro l’anno in Italia, calcolando insieme il risparmio sul costo della mortalita’, delle malattie e degli anni di vita persi.
Ora vediamo gli atti che la nostra amministrazione sta prendendo per ovviare a questo preoccupante problema.
Il vicesindaco Ebarnabo e l’assessore all’ambiente della provincia Ferraris la scorsa settimana hanno fatto una spedizione in Regione per accelerare l’iter della TSO che, come abbiamo spiegato nel post precedente, contribuirà ad aumentare il tasso d’inquinamento della città.
Visto che sembra che il nostro vicesindaco non respiri l’aria astigiana, qualche giorno fa dichiarava alla stampa che il Comune di Asti è pronto ad ospitare un’inceneritore per ovviare al problema dei rifiuti. Forse dovremmo spiegargli che gli inceneritori sono additati per essere grandi responsabili nell’emissione delle nanoparticelle (PM10 e PM 2,5) altamente nocive per la salute umana e la qualità dell’aria.
Ora a questo punto le possibilità sono due: o ci sono o ci fanno! In entrambi i casi l’urgenza di sostituirli è elevata, magari con persone che tengono alla salute loro e dei loro cittadini, e che abbiano proposte che vadano verso una drastica riduzione dell’inquinamento atmosferico come ad esempio: no TSO ma SI’ alla metropolitana leggera, no INCENERITORI ma SI’ a riduzione nella produzione dei rifiuti, riciclo, trattamento e trasformazione in inerte da usare nell’ edilizia, no ad ALTRI CENTRI COMMERCIALI ma incentivi alle botteghe di quartiere e mercati rionali dove si può finalmente fare la spesa a piedi no a NUOVI PARCHEGGI in centro ma sì alla pedonalizzazione del centro storico e delle zone più commerciali come chiedono a gran voce i commercianti di C.so Dante con una petizione popolare.
Ma forse tutto questo è talmente semplice, utile e poco visibile da lontano che non gratificherebbe il “superego” dei nostri sindaci-costruttori.
1) Il PM10 è composto dalle particelle sospese nell’aria di diametro inferiore a 10μm ed è un tipo di polvere inalabile in grado di penetrare nel tratto respiratorio superiore causando patologie acute e croniche dell’apparato respiratorio e cardio-circolatorio.





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