Abusivismo campo sinti: casette non abusive al posto di casette abusive a spese dei cittadini?

Apprendiamo dagli organi di stampa che l’amministrazione intende sanare la situazione di abusivismo relativa alle costruzioni dei campi Sinti. Il M5S esprime soddisfazione per una decisione che si inquadra nel rispetto della legalità in relazione a una situazione su cui aveva iniziato un’attività di studio attraverso una richiesta di accesso agli atti.

Nel contempo, prendiamo atto che non si va più verso la “immediata chiusura” dei campi, come promesso in campagna elettorale anche in presenza dell’esponente principale della Lega Nord, Matteo Salvini, ma verso il “superamento” degli stessi, come del resto viene richiesto dall’ordinamento sovranazionale europeo.

Si tratta ora di stabilire, però, le modalità attraverso cui deve avvenire tale superamento e impiegare a tale scopo casette prefabbricate analoghe a quelle destinate ai terremotati pare molto discutibile.

Il M5S non ha alcuna intenzione di lasciare che famiglie astigiane residenti nel territorio rimangano in balia del loro destino anche se si sono rese ree di abusivismo edilizio, ma non possiamo accettare che si decida che sia a carico della collettività la sistemazione di famiglie di cui prima sarebbe opportuno verificare la possibilità economica a provvedere da sé a una dignitosa sistemazione rispettosa delle regole urbanistiche. Chi, insomma, ha la possibilità economica di comprare una casa o sostenere il costo di un affitto dovrà farlo a sue spese e si pone, quindi, la necessità di una verifica dei redditi scrupolosa delle 27 famiglie, senza contare che dai recenti documenti di bilancio approvati in consiglio risulta che la tassa sui rifiuti per le annualità 2015 e 2016 è stata incassata in minima parte rispetto all’importo dovuto, come pure le bollette relative al consumo di acqua risultano non pagate.

Peraltro, la difficoltà in cui si trovano le 27 famiglie è la stessa di quelle recentemente sfrattate dalla palazzina di strada Fortino per le quali, invece, non si è proposta la costruzione di alcun fabbricato, ma si è agito trovando sistemazioni alternative e dolorosamente procedendo in alcuni casi alla separazione dei membri delle famiglie che avevano abusivamente occupato gli alloggi.

Quindi, la soluzione al problema sarebbe: campo di casette non abusive costruite dal Comune con fondi pubblici, cioè i soldi dei cittadini? Rileviamo che una soluzione del genere richiederebbe un allungamento dei tempi considerevole, che entro il 2020 i campi nomadi devono essere superati secondo la normativa europea e che quindi si rischia di iniziare un’attività edilizia che contrasta con l’obiettivo principale che deve essere perseguito.

Pertanto il M5S apprezza il passo dell’Amministrazione verso il ripristino della legalità, e vigilerà adesso perché la soluzione non calpesti la giustizia sociale, attendendo anche le decisioni sull’altro campo di via Guerra, quello occupato da rom di origine slava: ci auguriamo prossime considerato lo stato di degrado e le innumerevoli problematiche per la cittadinanza connesse alla sua esistenza.

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