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“La chiamata” truffaldina

Lunedì 24 gennaio 2011 ho partecipato, in Provincia, ad un seminario sul trasporto flessibile molto interessante. La giornata faceva parte del programma europeo Mo.Ma.BIZ, a cui partecipa appunto la provincia di Asti, che ha come obiettivo, tra gli altri, quello di ridurre il numero degli spostamenti in auto per raggiungere l’aree industriali di c.so Alessandria e Quarto. Sono intervenuti diversi esperti, anche internazionali, molto preparati che hanno spiegato le peculiarità dei nuovi servizi di trasporto a chiamata.

In poche parole i servizi di trasporto flessibile “a chiamata” si differenziano da quelli tradizionali in quanto non utilizzano percorsi fissi ma la strada e l’orario vengono determinate dalla domanda degli utenti. Come? Con una semplice chiamata per prenotare il proprio viaggio! In pratica l’utente chiama una centrale operativa, richiede il suo tragitto, l’operatore inserisce la sua richiesta e rielabora un nuovo percorso considerando anche le richieste degli altri utenti.

Questo tipo di trasporto può essere applicato in aree rurali a bassa densità d’abitazione o in città come raccordo ai rami del trasporto pubblico principale, può essere un servizio complementare nelle ore di morbida o nei week-end o come servizio dedicato o speciale per un certo tipo di utenti.

I vantaggi che offre sono diversi:

  • incremento dell’efficacia del trasporto pubblico locale e della copertura territoriale
  • riduzione delle corse a vuoto (riducendo quindi le emissioni nocive)
  • integrazione con i servizi di trasporto pubblico rivolti a specifiche categorie di utenti
  • banca dati aggiornata relativa alla domanda di mobilità, alle caratteristiche degli utenti e degli spostamenti
  • massima accessibilità al servizio da parte dei cittadini
  • attrarre la domanda di mobilità inespressa

Le buone pratiche sono molte come ad Alessandria (Eccobus), Basiglio (Callbus), Svizzera (PubliCar) quindi perchè non provarci anche ed Asti? Penso ad esempio ad un servizio di questo tipo per l’ospedale. Intorno al Massaia il traffico è sempre più congestionato, le auto sono sempre parcheggiate ovunque e l’aria è diventata irrespirabile proprio nel luogo in cui le persone vanno a curarsi. Il servizio sarebbe perfetto per gli spostamenti da e per l’ospedale per i pazienti evitando che altre persone li debbano accompagnare. Basterebbero uno o due minibus veloci e flessibili per un servizio porta a porta di altissima qualità e confort a costi contenuti.

Un’altra applicazione sarebbe quella per servire i tanti, (ahinoi) troppi centri commerciali della città rendendoli accessibili anche con i mezzi pubblici e potendo trasportare gli acquisti direttamente a casa. O per servire, come sta studiando di fare Mo.Ma.BIZ le aree industriali.

Se volgiamo lo sguardo fuori dalle cerchia della città, questo è un tipo di servizio molto funzionale per andare e venire in città per i paesi della prima cintura o per collegare le diverse case sparse dei paesi più lontani alle stazioni ferroviarie, cosa che non sarebbe fattibile con un servizio tradizionale.

Speriamo che la provincia abbia imparato qualcosa da quel seminario perché da quello che si legge su La Stampa (o ugualmente su La Provincia) di martedì 1 febbraio sembra che abbiano soltanto recepito l’onere della chiamata da parte del cliente senza però dare in cambio alcuna miglioria del servizio: flessibilità, porta a porta, personalizzazione, ecc… infatti si legge che le fermate ed i percorsi rimarranno le stesse ed in più la prenotazione deve essere fatta entro le 12 del giorno precedente nella breve finestra che va dalle 8 alle 12 e dalle 14 alle 18, vincolando maggiormente le persone a pianificare molto in anticipo lo spostamento. Non bastasse, per questo tipo di corse l’abbonamento non è valido quindi se una persona prima prendeva una di quelle corse regolarmente con l’abbonamento adesso deve chiamare e pagare tutti i giorni il biglietto, secondo voi, a queste condizioni, prenderà la macchina?!

La vera innovazione dell’autobus a chiamata è il fatto di non avere un orario ed un percorso rendendo il servizio altamente personalizzato sull’esigenza individuale. Speriamo che la sperimentazione che sta portando avanti la Provincia non sia una prova in piccolo di quello che vorranno fare in futuro sennò dovremmo accettare l’ulteriore impoverimento del servizio pubblico locale a svantaggio di TUTTI!!

Per saperne di più:
http://www.moma.biz/files/Zanin_TrasportoFlessibile_CentroStorico_it.pdf
http://www.moma.biz/files/SWright_Flipper_en.pdf
http://www.moma.biz/files/ATM%20Alessandria.pdf
http://www.moma.biz/files/CallBus_Basiglio.pdf

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2 commenti su “La chiamata” truffaldina

  • Claudio

    ragazzi miei…ma è così difficile usare una bici ad ASti??
    io la uso da 15 anni..per andare in centro, a tanaro, all’ospedale, al brico, all’esselunga di c.so To e a quella di c.so casale
    …a fare il corso di country…e quello di bachata
    …ad ascoltare iprofessori a scuola dei miei figli
    …in biclioteca
    …in piscina!!! che senso ha andare in piscina o palestra e parcheggiare il + possibile vicino per non fare 4 passi a piedi??
    …fare la spesa al mercato (parcheggio a 3 metri dal banco)

    Continuate pure a “inscatolarvi” dentro un’automobile….io continuerò a godermi la LIBERTA’ da sopra una bicicletta

    Claudio

  • Paolo Romano

    Hai pienamente ragione Claudio, anche io non amo usare l’auto in centro, preferisco farmi una passeggiata, Asti non è una metropoli e quasi tutti i luoghi sono raggiungibili a piedi o in bici, però bisogna anche predisporre trasporti per chi non può o non vuole farsi una sana camminata/pedalata e che altrimenti userebbero l’auto privata per raggiungere e spostarsi in centro.