▸ Evento finale con Massimo Cerruti, Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista
▸ Rappresentanti di lista - BALLOTTAGGIO
▸ Luigi DI MAIO ad Asti - domenica passeggiata e apericena
▸ Andiamo al ballottaggio, vieni con noi?
▸ Sì, al ballottaggio faremo alleanze
▸ Assessori competenti e incensurati
▸ Beppe Grillo ad Asti in piazza San Secondo
▸ Candidati a 5 stelle
▸ Merenda a 5 stelle domenica 4 giugno
▸ Il rappresentante di lista "a 5 stelle"
▸ SI VOTA COSI' - #IlMassimoXAsti
▸ Il senatore MORRA ad Asti sabato pomeriggio

Casa di Riposo, edificazione Fontanino e TLR: tre temi fondamentali e le azioni del M5S astigiano

La Casa di Riposo della Città di Asti svolge un importante servizio per la città: è centro di cura e ricovero di una delle fasce più deboli della popolazione, gli anziani. E’ per tale motivo che l’amministrazione deve valutare la sua gestione e occuparsi di essa con scrupolo, tanto più in vista della riforma delle IPAB, gli istituti pubblici fra cui rientra anche il Maina,  approvata con LR 12/17.

La nomina del commissario straordinario, avvenuta a seguito delle dimissioni del precedente Consiglio di Amministrazione, aveva l’obiettivo di ricondurre la Casa di Riposo in una situazione di equilibrio finanziario senza arrecare pregiudizio ai servizi e garantendo i livelli occupazioni della struttura. Tutto ciò, per vari motivi, non è avvenuto e pertanto il gruppo del M5S astigiano con una mozione chiede a Giunta e Sindaco di occuparsi della spinosa questione e dare risposte a tutto il settore di persone della società civile astigiana che ruota attorno al Maina.

Le motivazioni che spingono a richiedere dei chiarimenti sono soprattutto di natura economica. I costi previsti nel piano industriale per i servizi di pulizia e infermieristici non sono in linea con le previsioni per l’anno in corso: la spesa sostenuta, infatti, è superiore a quella prevista e pertanto sorgono delle perplessità sui risultati che si otterranno negli anni successivi. Appare, poi, fortemente improbabile che la gestione attuale permetta di coprire il disavanzo di amministrazione accumulato: a seguito dei lavori di ristrutturazione previsti infatti, diminuiranno i posti letto e di conseguenza gli incassi derivanti dalla corresponsione delle rette. E allora come sarà possibile ripianare il “buco” se le entrate diminuiscono e contemporaneamente le spese restano invariate?

Costi che fra l’altro aumenteranno anche a seguito della stipula di un mutuo di 5 mln di euro per il già citato  e necessario intervento di straordinario di manutenzione.

E’ bene ricordare che l’Amministrazione Comunale integra il costo delle rette di chi si trova in situazioni di disagio economico e svolge la funzione di centro di prima accoglienza maschile dei migranti, con un contributo economico diretto da parte dell’ente locale: le scelte economiche della struttura hanno, quindi, un rilievo anche per le tasche dei cittadini. Non da ultimo, un impatto anche in termini di posti di lavoro: è prevista, infatti, una riduzione di personale di 33 unità. Un calo occupazionale che determinerà l’ingresso di ulteriori persone nella schiera dei disoccupati, al quale, però, non corrisponde una riduzione dei costi dell’ente. La diminuzione dei costi, infatti, in termini assoluti sarebbe irrilevante, non apporterebbe cioè benefici in termini finanziari alla vita dell’ente.

Debiti che aumentano e progetti che non partono. Perché non sono stati sostenuti i progetti di cui si era discusso positivamente in passato di assistenza domiciliare e hospice? Nel piano industriale essi non sono contemplati.

Considerato tutto ciò il gruppo del M5S astigiano ritiene, quindi, necessario un intervento della Giunta e del Sindaco che verifichi la piena attuazione del mandato affidato al commissario straordinario e, se inattuato, procedere come è nei poteri dell’amministrazione comunale, alla nomina di un nuovo Consiglio di Amministrazione che detti una linea rispondente alla esigenze della comunità astigiana di avere una Casa di Riposo pubblica, centro di ricovero e di aggregazione degli anziani, soprattutto di quelli in difficoltà. Il M5S Astigiano sollecita il perseguimento della trasformazione dell’ente in azienda pubblica, e non della privatizzazione che spesso, come già dimostrato, non è la soluzione ai problemi economici delle strutture in difficoltà che offrono servizi pubblici. La legge regionale consente a strutture come il Maina, in virtù del loro fatturato, di scegliere di restare pubbliche: è quanto il gruppo si auspica affinché la Casa di Riposo resti un bene di tutti i cittadini astigiani.

In merito lo spostamento delle scuole al Fontanino, il M5S astigiano prende atto con grande rammarico che nel Consiglio Comunale del 15/11/2017 la maggioranza ha avallato il cambio di destinazione d’uso del terreno senza minimamente considerare, né il voto contrario e l’astensione di esponenti della maggioranza stessa, né tantomeno i ripetuti inviti dei consiglieri del M5S e di altre minoranze a ritirare la pratica o volerla ricalibrare. Il M5S di Asti non intende assolutamente cedere sulla questione e pertanto, su richiesta di molti cittadini, genitori, operatori scolastici avvia ufficialmente una raccolta firme affinché non si modifichi la destinazione dell’area attualmente a “verde, gioco e sport” e, nel caso ciò fosse già avvenuto, a ritornare immediatamente nella situazione originaria. Evitare quindi un ulteriore consumo di suolo che, come già ampiamente espresso, apporta costi inaccettabili in termini di viabilità, riduzione del verde, disagio e inquinamento.

Infine, occorre intervenire anche sul ricorso al Tar presentato da AEC SpA e subito dall’Amministrazione a seguito dell’incauta nota del Sindaco mediante la quale intendeva chiudere personalmente la vicenda del teleriscaldamento senza passare dal Consiglio Comunale. La presunta illegittimità della decisione per incompetenza ed eccesso di potere, come si legge nel ricorso, rischia di riaprire una discussione su un progetto già bocciato ed avverso alla volontà della cittadinanza su cui l’amministrazione comunale in passato ha già sprecato troppo tempo e risorse.

Il M5S di Asti, pertanto, anche al fine di tutelare la collettività non esponendo l’ente a spiacevoli conseguenze oltre al rischio di possibili danni erariali, chiede all’amministrazione di sottomettere la pratica al Consiglio comunale il prima possibile per una immediata decisione che metta definitivamente la parola “Fine” a tale vicenda, così come avrebbe già dovuto essere fatto lo scorso mese di luglio.

Nuovi contenitori vuoti e meno verde ad Asti?

La zona del Fontanino oggetto della Manifestazione di interesse

Una delle principali criticità di Asti sono i contenitori vuoti abbandonati e degradati, sia pubblici come vecchio ospedale, ex maternità, Enofila e sempre più privati a causa anche della costante chiusura di negozi attanagliati da una crisi senza fine.

La Manifestazione di Interesse per concorrere al finanziamento di “Poli Innovativi per l’infanzia” presentata in Consiglio il 15/11/17 consentiva e intendeva premiare proprio progetti che contemplavano la demolizione di edifici vetusti e degradati per costruire nuove scuole moderne e innovative.

E l’Amministrazione cosa pensa di fare invece?
Anziché tentare di porre rimedio a tale tendenza alla desertificazione ed al degrado del tessuto urbano, anziché perseguire la linea del recupero e della riqualificazione preferisce continuare ad edificare e trasformare aree verdi in ulteriori contenitori.

Una scelta scellerata contro la quale in Consiglio, a nome di tutto il gruppo M5S, il capogruppo Massimo Cerruti ha invitato per ben tre volte il Sindaco e la Giunta a voler ripensare e ricalibrare l’idea di abbandonare ad un destino ignoto tre scuole dell’infanzia esistenti come il Boschetto, la Rio Crosio e la materna di Castiglione spostando i ragazzi al Fontanino.

Improvvisazione, nessuna programmazione. Decisioni a dir poco discutibili circa la chiusura della scuola di Castiglione, annunciate in Commissione, sono state poi ribaltate appena prima del Consiglio. Nella Commissione stessa non si era presa in considerazione l’ipotesi di riqualificare aree contenenti già edifici dicendo erroneamente che non era consentito.

E nessuna risposta convincente è stata fornita alle richieste se fossero state prese in considerazione le enormi criticità che si verrebbero a creare con tale decisione politica.

La viabilità di quella zona di Asti è già problematica e aggiungere altri 250 ragazzi che, in assenza di un adeguato servizio di trasporto pubblico e nell’impossibilità di raggiungere a piedi la scuola si tramuterebbero in altrettante automobili tutte concentrate alla stessa ora, andrebbero a inquinare e congestionare irreparabilmente il traffico di coloro che, tra l’altro, hanno bisogno di recarsi all’ospedale.

Sulla base di quali dati si è deciso che vi è bisogno di scuole materne e asili nido in quella zona di Asti, piuttosto che in altre in via di maggior espansione, si chiedono i consiglieri del M5S?

E inoltre, i cittadini dovrebbero cedere il terreno comunale, contribuire con una somma che rasenta il milione di euro per progettare, arredare e mettere in funzione fabbricati che saranno di proprietà Inail con la conseguenza che i ragazzi andranno in plessi non più di proprietà comunale e quindi a fronte del pagamento di un affitto e magari di spese di manutenzione che andrebbero in futuro ad aggravare ancora di più la già imponente spesa corrente.
Dove sta la convenienza per il Comune?

Facciamole le scuole nuove, il M5S di Asti è d’accordo, eliminando però edifici degradati e non abbandonandone dei nuovi.
A tal fine una proposta alternativa: decostruzione di edifici obsoleti e ricostruzione ex novo riqualificando intere area di città.

Alcuni esponenti della maggioranza con grande senso di responsabilità e onestà intellettuale, di fronte a tutte queste obiezioni, ieri sera hanno iniziato a esprimere voto contrario o di astensione a tal punto che il sindaco si è visto costretto a chiedere la sospensione della seduta per ricompattarsi.

Alla fine la proposta altrenativa del M5S non è stata presa in considerazione e la pratica è purtroppo passata così com’era; l’area non sarà più verde, ma pronta per essere inutilmente cementificata e con danni enormi per i cittadini. Questa è una responsabilità che gli esponenti della maggioranza si assumono per il futuro.
E si badi bene, questa era la prima vera proposta dell’amministrazione dopo 5 mesi in cui non è stata adottata alcuna decisione concreta, o avanzata alcuna proposta di reale utilità per i cittadini.

 

Abusivismo campo sinti: casette non abusive al posto di casette abusive a spese dei cittadini?

Apprendiamo dagli organi di stampa che l’amministrazione intende sanare la situazione di abusivismo relativa alle costruzioni dei campi Sinti. Il M5S esprime soddisfazione per una decisione che si inquadra nel rispetto della legalità in relazione a una situazione su cui aveva iniziato un’attività di studio attraverso una richiesta di accesso agli atti.

Nel contempo, prendiamo atto che non si va più verso la “immediata chiusura” dei campi, come promesso in campagna elettorale anche in presenza dell’esponente principale della Lega Nord, Matteo Salvini, ma verso il “superamento” degli stessi, come del resto viene richiesto dall’ordinamento sovranazionale europeo.

Si tratta ora di stabilire, però, le modalità attraverso cui deve avvenire tale superamento e impiegare a tale scopo casette prefabbricate analoghe a quelle destinate ai terremotati pare molto discutibile.

Il M5S non ha alcuna intenzione di lasciare che famiglie astigiane residenti nel territorio rimangano in balia del loro destino anche se si sono rese ree di abusivismo edilizio, ma non possiamo accettare che si decida che sia a carico della collettività la sistemazione di famiglie di cui prima sarebbe opportuno verificare la possibilità economica a provvedere da sé a una dignitosa sistemazione rispettosa delle regole urbanistiche. Chi, insomma, ha la possibilità economica di comprare una casa o sostenere il costo di un affitto dovrà farlo a sue spese e si pone, quindi, la necessità di una verifica dei redditi scrupolosa delle 27 famiglie, senza contare che dai recenti documenti di bilancio approvati in consiglio risulta che la tassa sui rifiuti per le annualità 2015 e 2016 è stata incassata in minima parte rispetto all’importo dovuto, come pure le bollette relative al consumo di acqua risultano non pagate.

Peraltro, la difficoltà in cui si trovano le 27 famiglie è la stessa di quelle recentemente sfrattate dalla palazzina di strada Fortino per le quali, invece, non si è proposta la costruzione di alcun fabbricato, ma si è agito trovando sistemazioni alternative e dolorosamente procedendo in alcuni casi alla separazione dei membri delle famiglie che avevano abusivamente occupato gli alloggi.

Quindi, la soluzione al problema sarebbe: campo di casette non abusive costruite dal Comune con fondi pubblici, cioè i soldi dei cittadini? Rileviamo che una soluzione del genere richiederebbe un allungamento dei tempi considerevole, che entro il 2020 i campi nomadi devono essere superati secondo la normativa europea e che quindi si rischia di iniziare un’attività edilizia che contrasta con l’obiettivo principale che deve essere perseguito.

Pertanto il M5S apprezza il passo dell’Amministrazione verso il ripristino della legalità, e vigilerà adesso perché la soluzione non calpesti la giustizia sociale, attendendo anche le decisioni sull’altro campo di via Guerra, quello occupato da rom di origine slava: ci auguriamo prossime considerato lo stato di degrado e le innumerevoli problematiche per la cittadinanza connesse alla sua esistenza.

La sicurezza del territorio alla base di due interrogazioni presentate dal M5S di Asti

Nella serata del 13 settembre si è svolta una nuova seduta del consiglio comunale astigiano. I consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno presentato due interrogazioni che riguardano la sicurezza del nostro territorio, in particolare la mitigazione del rischio idrogeologico connesso al fiume Tanaro.

La prima interrogazione è inerente alle procedure da adottare in caso di allarme per possibile esondazione del fiume Tanaro. Lo scorso 25 novembre, infatti, mentre Alba e Alessandria avevano preventivamente disposto la chiusura delle scuole, ad Asti non si era ritenuto necessario adottare tale misura, salvo poi evacuare repentinamente alcuni istituti vista l’entità effettiva del livello del fiume. Secondo il M5S non si può lasciare alla discrezionalità del Sindaco una decisione così importante, ma le azioni preventive da seguire in caso di allarme alluvione devono essere opportunamente predisposte considerando un sufficiente margine di sicurezza: la piena del 25 novembre è stata infatti ampiamente superiore a quella in previsione fino al giorno prima. Non di minore importanza la seconda interrogazione, con la quale si chiede al Sindaco e alla Giunta quali interventi intendano adottare per risolvere l’inadeguatezza della rete fognaria esistente in zona San Fedele che, ad ogni significativo innalzamento del livello del fiume Tanaro o del torrente Versa, provoca maleodoranti allagamenti in alcune aree presso il campo volo elicotteri.

E’ stata anche discussa e, poi approvata, una variazione al bilancio riguardante l’adeguamento degli uffici comunali di Palazzo Mandela dal punto di vista di efficienza energetica: una spesa di 3.100.000 euro.

Essa è finanziata in gran parte dalla Regione Piemonte, mentre per 1,2 milioni dal Comune, in particolare attraverso un mutuo della Cassa Depositi e Prestiti. Inoltre con la variazione si incrementano gli oneri di urbanizzazione di 107.000 per gli anni 2018 e 2019.

I consiglieri si sono domandati e hanno chiesto il tasso di interesse del mutuo contratto, la durata, se fosse stata valutata una forma di finanziamento alternativa, se le opere oggetto degli oneri di urbanizzazione siano già definite ( il rischio è che se non lo fossero, si tratterebbe di un’entrata incerta), ma non sono state date risposte esaustive: l’unico dato fornito è stato quello della durata del mutuo di “circa 20 anni”.

Sono costi che impegnano a lungo la collettività e la finanza pubblica se non ben gestita costa cara ai cittadini. La variazione comunque è stata approvata dalla maggioranza, con l’astensione dell’intera minoranza.

In risposta a un’interrogazione presentata dal gruppo di Beppe Passarino sulla ludopatia, il vicesindaco Coppo ha ribadito la mancanza di soldi per una lotta seria a un problema di salute e bilancio familiare che affligge molte persone. E però, la variazione di bilancio di 3 milioni di euro è stata approvata con una certa nonchalance.

Infine, una votazione ha riguardato la composizione delle commissioni permanenti: i consiglieri del Movimento saranno presenti e vigili con queste modalità:

Massimo CERRUTI – 1a Commissione “Urbanistica”
Massimo CERRUTI – 2a Commissione “Lavori Pubblici, Patrimonio, Energia”
Davide GIARGIA – 3a Commissione “Personale, Bilancio, Tributi e Rapporti con le Partecipate”
Giorgio SPATA – 5a Commissione “Cultura, Manifestazioni, Palio, Gemellaggi”
Giorgio SPATA – 8a Commissione “Frazioni, Trasporto pubblico, Viabilità, Polizia Municipale, Sicurezza, Protezione Civile”
Alessia SAPUPPO – 9a Commissione “Servizi Sociali, Cooperazione internazionale, Volontariato, Sanità, Servizi Demografici”.

L’abusivismo edilizio e le ordinanze di demolizione non eseguite: iniziamo dalla Pista di Valmanera

Il Movimento 5 Stelle astigiano, che ha nel rispetto della legalità e nella tutela dell’ambiente alcuni dei suoi principi fondamentali, identifica nell’abusivismo edilizio una problematica da affrontare con rigore nel nostro territorio.

Un’area particolarmente sensibile dal punto di vista ambientale del nostro territorio sui cui insistono manufatti abusivi è quella della ex pista di motocross di Valmanera  che sorge all’interno del SIC, sito di importanza comunitaria, sottoposto a particolari vincoli a tutela dell’ambiente circostante. Si tratta, quindi, di una porzione di territorio che assume un’importanza di particolare rilievo per la tutela dei boschi che la circondano e delle specie faunistiche, non tralasciando la vicinanza dell’Oasi del WWF.

La vexata quaestio della riapertura della pista di Valmanera, che è tornata a caratterizzare il dibattito politico astigiano, ha trovato conclusione nel parere negativo fornito dalla Regione Piemonte nell’aprile 2015 sull’approvazione di una variante strutturale al Piano regolatore per regolarizzare l’impianto di motocross: la Regione nel proprio parere ha sostenuto che la variazione di destinazione d’uso della zona destinata al motocross prevista nella variante, da «Area agricola soggetta a vincolo paesistico» ad «Area per spazi pubblici a parco, per il gioco e lo sport» «così come l’attività di motocross», non risulta compatibile con gli obiettivi di conservazione del «Sic» Valmanera (Sito di interesse comunitario).

Il nostro non è un “no” all’attività sportiva del motocross, ma al suo svolgimento secondo modalità che non sono in linea con le procedure amministrative svoltesi e con la normativa vigente. Sarebbe più sensato individuare un’area all’interno del territorio comunale dove questa attività sportiva possa essere effettuata nel rispetto dell’ambiente faunistico e del verde circostante, come pure potrebbe essere una scelta fruttuosa utilizzare la pista per altri sport, quali ad esempio il ciclocross, che si inseriscono nel contesto ambientale nel rispetto della biodiversità che caratterizza l’area.  In tal senso, siamo aperti alle opportune valutazioni che dovranno essere effettuate.

Considerato lo stato delle cose al momento attuale, appare, pertanto, doveroso procedere alla demolizione dei manufatti dichiarati abusivi che insistono sull’area, in relazione ai quali è stata emessa ordinanza di demolizione nell’anno 2015 dall’ufficio Urbanistica: contro tale ordinanza dai proprietari dell’area non è stato opposto ricorso e, pertanto, essa è diventata esecutiva, ma il Comune non ha mai proceduto alla demolizione dei manufatti.

Rammaricandoci per la mancata esecuzione dell’ordinanza da parte della precedente amministrazione, ci pare utile rilevare che laddove fosse difficile reperire i fondi per procedere alla demolizione, i Comuni hanno titolo per richiedere un prestito alla Cassa Depositi e Prestiti.

Le mancate esecuzioni delle ordinanze di demolizione, inoltre, costituiscono già di per sé uno spreco di denaro pubblico in termini di tempo e lavoro dei dipendenti comunali: si tratta di attività di vigilanza, redazione di documenti, notificazioni e quanto è necessario per l’espletamento di un’attività amministrativa che non è, ma diventa, inutile: in sintesi, un costo per la collettività.

Come per ogni altro aspetto della vita del Comune, il rispetto della legalità deve diventare la regola, e non l’eccezione, perché cambi l’atteggiamento del privato nei confronti del bene pubblico: la violazione delle regole che lo tutelano non deve rimanere impunita ed è per tale motivo che chiediamo formalmente con una diffida l’esecuzione dell’ordinanza di demolizione dei manufatti della pista.

Teniamo, inoltre, a precisare che l’attività di controllo e vigilanza del gruppo consiliare del M5S sull’abusivismo edilizio parte da questa diffida e continuerà in relazione agli altri casi di mancata esecuzione di ordinanze, in modo da rendere di immediata utilità le valutazioni che gli uffici comunali compiono in relazione ai continui e sempre più frequenti abusi edilizi.